Venerdì notte ho deciso che c'è un altro posto, tra i miei tanti, da ascrivere tra i preferiti: Marzamemi.
Un grazioso borgo di pescatori di cui spesso, per lavoro, ho decantato la bellezza, ma che in effetti avevo visto poche volte, di sfuggita e lontano dalla stagione che le dona di più.
Un grazioso borgo di pescatori di cui spesso, per lavoro, ho decantato la bellezza, ma che in effetti avevo visto poche volte, di sfuggita e lontano dalla stagione che le dona di più.
Proprio una piacevolissima sorpresa.
Prima una straduzza pulita e illuminata da una luce artificiale ma calda, costeggiata da un lato e dall'altro da piccole case, in parte abbandonate, in parte ristrutturate e destinate a locazioni turistiche.
Poi questa piazza, una grande corte dorata di largo respiro, che racconta la Storia e altre piccole storie, coi sassi dei muri che sporgono ruvidi ed invogliano nella mia testa il desiderio di allungare la mano e cercare con loro un contatto fisico.
Gerani coloratissimi, lampioni come quelli del tempo lontano della mia infanzia, l'odore del mare che riposa placido proprio dietro l'angolo, abbracciando gozzi e barchette.
I tavolini con gli ombrelloni bianchi dei bar e le sedie turchesi della trattoria, la luna pigra e tonda che sale dietro il Palazzo del Principe, proprio di fronte a noi, tanta gente abbronzata e spensierata che chiacchiera, beve e ascolta musica godendo del tepore della notte.
Il luogo perfetto per le sere di questa estate...







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