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venerdì 27 settembre 2013

E' FINITA L'ESTATE...

... ma, per me, non poteva terminare senza una bella scorpacciata di Caponata!
(Che poi, a parte che da noi fa ancora caldo!). 
In casa mia è stata sempre chiamata genericamente Bobbia, senza sapere l'esatta differenza fra i due termini, comunque Caponata o Bobbia che sia, vista la "leggerezza" del piatto, e la lungaggine della preparazione, mi limito a farla non più di un paio di volte all'anno (pur apprezzandola molto!), visto che friggere per tutto il pomeriggio davanti ai fornelli, con il caldo che fa solitamente da queste parti, non è il massimo.
Ma come si fa a resistere a questa bontà?

mercoledì 4 novembre 2009

IL TEMPO DELLE OLIVE


Qualche giorno fa a mio papà hanno regalato un sacco di olive... nel senso che era proprio un sacco.

Mia mamma s'è un po' confusa: "E ora?"

Io invece ho colto la palla al balzo e visto che se n'è presentata (finalmente) l'occasione ho tirato subito fuori La Ricetta delle Olive della Zia Rosetta, che nel passato le avevo "strappato".
Era inoltre da un po' che, scendendo la mattina da Marzamemi, guardavo bramosa i contadini che battevano gli ulivi pieni e ne raccoglievano grosse olive.

Dicono che questi alberi un anno danno il meglio di sè, quello successivo si "riposano" e fanno il minimo indispensabile.
Quest'anno, per loro, è l'anno della fatica...


LE OLIVE (NERE) DELLA ZIA ROSETTA


Ingredienti:
- 2 Kg. e 1/2 di olive appena raccolte;
- sale marino grosso;
- 1 testa d'aglio;
- peperoncini freschi;
- 1 l. di aceto di vino rosso;


Pulire velocemente le olive sotto l'acqua, togliendo via le eventuali foglie e le olive maltrattate, quindi lasciarle asciugare su di un canovaccio.
Pungere con una forchetta sui lati di ogni oliva e riporle in un contenitore iniziando a ricoprirle con il sale. In realtà andrebbero messe in un cestino di vimini, per seguire la ricetta alla lettera, ma io il cestino non ce l'ho e così ho messo il tutto in uno scolapasta di plastica poggiato su di una insalatiera di vetro (per raccogliere il liquido amaro che perderanno, soprattutto nei primi giorni). Cospargere con abbondante altro sale e rigirare più volte con le mani (che diventeranno inevitabilmente marroncine!). Aggiungere gli spicchi di aglio sbucciati e tagliati a metà e i peperoncini tagliati a pezzi grossi.

Lasciare riposare così per circa 15 giorni.
Durante questo periodo rigirare 2/3 volte al giorno e, se necessario (soprattutto all'inizio!), aggiungere altro sale.

Appena avranno acquistato dolcezza, trascorso il tempo previsto, lavare bene le olive sotto acqua corrente e metterle ad asciugare per 1/2 giornata su un telo di cotone.

Porre in una pentola l'aceto e non appena bollirà tuffarvi dentro le olive. Dalla ripresa del bollore calcolare 5/6 minuti circa, tirar fuori e rimettere ad asciugare.

A questo punto si possono fare 2 cose: congelarle in piccole dosi dentro i sacchetti per il gelo e consumare, una volta scongelate, entro un paio di giorni al massimo; oppure si può metterle in una boccia sotto olio, preferibilmente quello di semi che dura di più (circa 18 mesi contro i 7/8 di quello di oliva), lasciandole solo con aglio e peperoncino, oppure aggiungendo a piacere anche fettine di carote e sedano (fatte sbollentare nell'aceto e solo dopo averle asciugate per bene), e foglie di menta. In questo caso è bene farle riposare almeno un paio di settimane prima di consumarle.

UPDATE: a seguito di telefonata dell'altra sera tra Mia Mamma e Zia Rosetta è stata confermata la questione che esistono olive verdi e nere già sugli alberi (io credevo che il colore dipendesse da lavorazioni differenti...) e che in effetti avrei dovuto seguire un altro procedimento per le olive che avevamo e che erano appunto (figurarsi!) verdi...
Ormai il "danno" è fatto, e comunque: sono venute bene anche così, magari non eccellenti, ma tanto buone sì!
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