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martedì 18 dicembre 2012

SAPORI DI NATALI PASSATI

Ci sono sapori e odori che in un baleno ti riconsegnano al tempo che fu e, con estrema precisione, ti ricordi di particolari lasciati in chissà quali pieghe della memoria.
Appena ho odorato il ripieno di frutta secca, arancia e spezie che stavo preparando, sotto l'esperta supervisione di mia Zia Rosetta, è stato un attimo: la luce dorata del lampadario sul tavolo del salone della nonna, i parenti intorno, il vociare confuso della festa, le lenticchie sparse sul tavolo tra le cartelle della tombola e la buccia dei mandarini.

Era un po' che questa ricetta mi frullava in testa, ma cercando sul web  mi ero fatta assalire da un mare di confusione: questi nostri dolci tipici del periodo pre-natalizio vengono declinati in molte varianti, talvolta anche tanto differenti, da zona a zona.
Iniziando a partire il nome: mustazzola, mustacciola, cudduredda cini, nucatoli e altri ancora.

Poi l'illuminazione: ma io ho mia Zia Rosetta!
Quindi, a chi meglio di lei, chiedere lumi, storie e dosi?
Così fu. 

mercoledì 11 novembre 2009

SAN MARTINO: ZIPPOLE E VINO!


La Festa di San Martino m'è sempre piaciuta, ad iniziare dalla volta in cui la maestra alle elementari mi raccontò per la prima volta la storia del Santo che, sguainata la spada, tagliò in due parti il proprio caldo mantello per dividerlo con un poverello, che in realtà era Gesù in persona.
Io, che sono (e sempre sono stata) sensibile ai gesti eroici e generosi, restai subito affascinata dal comportamento di quell'uomo.

Poi c'è da dire anche che ho un nonno ed un cugino che portano quel nome.

Cognato oggi fa il compleanno, e pure un paio di altri amici.

Inoltre, all'11 Novembre, è legata tutta quella serie di abitudini, ricorrenze e proverbi che affondano le radici nella tradizione contadina, legati all'Estate di San Martino, agli ultimi raccolti prima dei freddi giorni invernali, alle potature delle viti, all'apertura delle botti di vino, alla semina delle fave, alle caldarroste, all'abitudine di traslocare dopo questo giorno (se il padrone non rinnovava il contratto d'affitto per l'appezzamento di terreno ai contadini, questi erano costretti a spostarsi altrove), alla preparazione a base di carne di maiale (pare che i contadini uccidessero i maiali a fine stagione lavorativa, e che con una parte della carne venissero pagati i debiti) tutte notizie che fanno sempre presa sul mio interesse.

La città, sferzata oggi da un insidioso venticello freddo, è tutta disseminata di banchetti da friggitoria all'aperto e, a ritmo incessante, si preparano zippole (semplici, alla ricotta, alle acciughe, all'uvetta, alla Nutella), ciambelline di patate e crispelle di riso e miele.

Una vera tentazione.
La mia ricetta delle Crispelle qui, mentre mia nonna preparava così le sue (buonissime) ciambelline:

CIAMBELLINE DELLA NONNA
Ingredienti:
- 1 kg. di patate;
- 1 kg. di farina 00;
- 4 uova;
- 20 gr. di sale;
- 50 gr. di lievito di birra;
- 1 L. di olio di semi;
- latte, q. b.;
- zucchero semolato, q.b.
Bollire le patate sbucciate. A cottura ultimata passarle col passaverdura, poi incorporarvi le uova, il lievito sciolto in un poco di latte, la farina setacciata ed il sale.
Formare con le mani delle palline grandi come delle piccole mele, porle su un ripiano infarinato ad una debita distanza (gonfieranno un po'), coprirle con un telo e una coperta e farle lievitare per almeno ½ h.

Mettere l'olio sul fuoco, in un tegame a sponde alte (devono nuotare).

Forare le palline al centro con l’indice, inserire l’altro indice e velocemente allargare con movimento rotatorio il foro centrale, dando così la forma di ciambella, quindi tuffarle nell'olio caldo, friggerle per qualche minuto rigirando ogni tanto, lasciarle asciugare su carta assorbente e servire dopo averle cosparse di zucchero semolato.

venerdì 20 marzo 2009

SMEMORATA!

Ieri era San Giuseppe, e la Festa del Papà.

E per la prima volta da quando ne ho coscienza (non vorrei neanche raccontarlo!) me ne sono completamente dimenticata!!!
Questo la dice lunga su quante cose mi frullano per la testa in questo periodo - soprattutto professionalmente parlando (soliti grattacapi per cui bisogna rifare per la terza volta l’immane lavoro… non ne posso più).
Per farmi perdonare, direttamente dalla tradizione catanese che festeggia in questo modo la ricorrenza (invece a Siracusa e dintorni si fanno prevalentemente per S. Martino) ecco a voi:

CRISPELLE (SFINCIONI) DI RISO E MIELE
(ricetta della mia Amica Sbadatella)
.
Ingredienti:
- 300 gr. di riso;
- 300 gr. di farina 00;
- 1 L. di latte;
- 20 gr. di lievito di birra;
- 1 arancia non trattata;
- 1 limone non trattato;
- ½ stecca di cannella;
- 1 baccello di vaniglia;
- 1 cucchiaio di zucchero;
- 1 cucchiaino di sale;
- miele di zagara;
- olio di semi
.
Portare a bollore il latte con la cannella e la vaniglia.
Aggiungere lo zucchero ed il sale e versare dunque il riso, rimestando spesso con attenzione onde evitare che si attacchi al fondo della pentola.
Quando il riso sarà ben cotto, spegnere e lasciare intiepidire.
Aggiungere poi man mano tutti gli altri ingredienti: la farina setacciata, il lievito disciolto in pochissima acqua, la buccia grattugiata del limone e dell’arancia, quindi lavorare finchè l'impasto non risulti omogeneo.

Far lievitare per circa un’ora e mezza, coprendo con canovaccio e coperta di lana.
Appena l’impasto sarà lievitato mettere sul fuoco l’olio (o accendere la friggitrice).
A questo punto io e Sbadatella procediamo così (mentre molti pasticceri usano la più pratica sacca a poche): prendere un piccolo tagliere di legno su cui spianare il composto in uno strato alto non più di un dito, poi avvicinandolo al bordo della frigittrice, tagliare con un lungo coltello una strisciolina lunga quanto il bordo più corto del tagliere e larga più o meno 2 cm. e accompagnandola sempre col coltello, farla scivolare delicatamente nell’olio. In questo modo si otterranno dei bastoncini che a contatto con l’olio inizieranno a gonfiarsi e che dopo pochi minuti saranno belli dorati e croccanti.

Una volta cotti porli sulla carta assorbente; nel frattempo scaldare il miele, ponendo il vasetto a bagnomaria (diventerà più fluido e scioglierà eventuali cristalli dovuti al freddo).
Disporre infine le crespelle sul fondo di un vassoio - con le sponde alte! - e ricoprirle con abbondante miele caldo.
Se il miele non vi fa impazzire potete cospargere con lo zucchero, sia semolato che a velo.
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