martedì 30 novembre 2010

MEGLIO ABBONDARE!

Spesso mi capita di preparare il cibo in abbondanza, nella misura di un commensale in più rispetto a quelli reali.
Un po’ perché adoro il detto “meglio abbondare che scarseggiare”.
Un po’ perché certe volte la fame è fame.
Un po’ perché, da un punto di vista molto pratico, dopo il pasto raccolgo quello che rimane e congelo, che all’ultimo minuto fa sempre comodo qualcosa da scongelare al volo e, soprattutto perché, quando Uomo di Ghiaccio resta solo per pranzo, ha sempre il freezer da cui attingere.
Accade così per i condimenti della pasta, catalogati in bicchieri di plastica con pellicola ed etichetta, accade per monoporzioni di pollo con le patate o minestrine varie, accadde così per i funghi di cui nello scorso post.

OMELETTE AI FUNGHI E PANCETTA

Ingredienti (per 2 persone):

- 4 uova intere;
- 1 tazza di funghi trifolati;
- 70 di pancetta dolce a dadini;
- 50 gr. di formaggio, tipo provola o emmenthal;
- 2 cucchiai di parmigiano;
- una noce di burro;
- un cucchiaio di olio evo;
- sale e pepe, q.b.

Far rosolare la pancetta in un filo d’olio e con un tocchetto piccolo di burro, per circa 5 minuti.
Aggiungere i funghi e lasciare insaporire il tutto per un paio di minuti.

Ridurre il formaggio in cubetti.
Battere le uova con il parmigiano, sale e pepe.

Mettere in una padella un altro po’ di burro e versare una parte delle uova per procedere a creare la prima omelette: lasciare rapprendere un po’ le uova quindi disporre su una delle metà il formaggio ed i funghi con la pancetta, quindi ripiegare sul ripieno la metà rimasta vuota.
Attendere qualche minuto in modo da far sciogliere il formaggio, rigirare un attimo sull’altro lato e servire.

sabato 27 novembre 2010

CON I FUNGHI ED UN PO' DI VINO...

Quasi quasi mi dimenticavo di una cosa (buonissima, tra l’altro) che avevo preparato come contorno per i Fagottini di Pollo alla Pancetta e Mela, sperimentati per il contest di Araba Felice:

FUNGHI TRIFOLATI AL NERO D’AVOLA

Ingredienti:
- ½ kg. di funghi champignons;
- 1 piccola cipolla bianca;
- 1 spicchio d’aglio;
- 1 rametto di rosmarino;
- 1 foglia di salvia;
- qualche foglia di menta;
- una manciata di prezzemolo tritato;
- 1/ bicchiere di vino Nero d’Avola;
- olio evo, sale e pepe, q.b.

Pulire i funghi e tagliarli a fett(on)e.
(Perché a me non piacciono ridotti in pezzi troppo sottili o piccoli, e mi piace invece gustarne la “carnosità”).

Porli in un tegame per farli asciugare, coprendoli con un coperchio, senza l’aggiunta di niente altro, per un paio di minuti.

Appena avranno buttato l’acqua in eccesso, scoperchiare e far evaporare, quindi aggiungere l’olio, la cipolla e l’aglio tritati.

Far rosolare a fiamma vivace, aggiungere gli odori, e far sfumare infine con il vino.
Sale, pepe… pronti!

Facilissimi, velocissimi e… sì, meritano proprio!!!

venerdì 26 novembre 2010

UN VENERDI' SERA

E’ venerdì sera.
Ho deciso di trascorrere il pomeriggio in casa, dopo aver vagliato diverse ipotesi ed optato per una botta di sana pigrizia mista ad ozio puro.
Ascolto distratta la TV, le cui immagini minacciose descrivono il Nord del paese in preda alla neve e al gelo.
Che farci, d’altro canto Natale è sempre più vicino.
Il cielo in effetti è cupo anche qui, anche se il vento è calato ed il mare è uno specchio nero in cui si riflettono le luci del borgo mentre le barchette in legno restano quasi immote sul pelo dell’acqua.
Anche le palme sono immobili.

Ed io allora accendo il forno e diffondo intorno un dolcissimo odorino che ho sempre associato alle spiagge bianche e al mare turchese dei Caraibi, sicuramente memore delle estati – ai tempi del liceo - cosparsa di Olio al Cocco della Coppertone…

BISCOTTI MORBIDI AL COCCO

Ingredienti (per circa 30/35 biscottini):
- 2 albumi;
- 40 gr. di zucchero semolato;
- 125 gr. di cocco disidratato.
Montare a neve gli albumi.
Aggiungere quindi prima lo zucchero e poi il cocco disidratato grattugiato, prestando attenzione a non smontare i bianchi.
Formare delle palline con le mani , o anche far cadere dei mucchietti di impasto da un cucchiaio, ed infornare a 150°C per 25 min. circa.

martedì 23 novembre 2010

40??

Già... oggi Mia Sorella compie 40 anni!
Qua-ran-tan-ni!!
Mi fa un'impressione.... forse perchè io la vedo sempre come la piccolina... bhò!
E perchè se lei ha 40 anni, allora io ne ho 41.
E forse l'ho capito bene solo oggi!
PS: già... sarà stato il "trauma" ma... sono riuscita a fare la torta più brutta del mondo!!!
:)))))

domenica 21 novembre 2010

UNA SERA D'AUTUNNO

Dell’estate mi mancano tante cose: il caldo, il mare, i vestiti leggeri, le facce abbronzate, le notti profumate di libertà ed allegria, le giornate lunghe…
Potrei andare avanti così per un po’.
E certo in quest’elenco non può mancare la grande varietà di frutti dolci e colorati, l’imbarazzo nella loro scelta, sui banchetti del mercato d’Ortigia, il fatto che spesso sostituiscono il mio pranzo in spiaggia (attirando golose api tutt’intorno – ma questo è proprio quello che NON mi manca!).

In inverno invece non mangio quasi mai la frutta.
Non m’ispira.
Però l’altra sera ero sola, che Uomo di Ghiaccio aveva un impegno.
Ma prima aveva portato in casa una bellissima melagrana, dal colore irresistile.
Allora prima mi sono dedicata in santa pace alla casa, poi a me.
Nel frattempo pensavo a qualcosa di leggero per cena, e che includesse quel meraviglioso frutto, signore dell’Autunno.
Qualcosa che si sposasse con quel rosso brillante, come ad esempio il verde smeraldo dei kiwi abbandonati nella fruttiera!

Così davanti alla Tv, al lume di candela e con il conforto del plaid mi sono gustata la mia bella coppa di

MACEDONIA DELL’AUTUNNO (ovvero: come fare il pieno di vitamine in allegria!)

Ingredienti (per 2 persone):
- 1 melagrana;
- 1 kiwi maturo;
- 1 mela;
- 1 pera;
- 1 banana;
- 1 arancia;
- 2 cucchiai di zucchero semolato.
Per prima cosa pulire la mela, la pera e la banana e tagliarle in cubetti.

Sbucciare il kiwi e tagliarlo prima in 4 spicchi, per il senso della lunghezza, e poi in fette, in modo da ricavare dei piccoli ventaglietti che mantengano il disegno geometrico caratteristico del frutto (cosa che si perderebbe riducendolo in semplici dadini).

Sbucciare e sgranare la melagrana, magari sopra lo stesso contenitore in cui si sta riunendo la macedonia, soprattutto se è matura e succosa come quella che avevo io, proprio per non disperderne il succo.

Spremere l’arancia e versarla sulla frutta, zuccherare e mettere in frigo per circa mezz’ora.
La cosa più buona è stata la consistenza croccante della melagrana, bella fredda, sul retrogusto dolce e cremoso degli altri frutti.
Mi sono concessa un bel bis, senza rimorsi.
E Uomo di Ghiaccio ha apprezzato al suo rientro...

venerdì 19 novembre 2010

INVENTA... MELA!

Poteva Mela non partecipare (o almeno tentare) ad un contest che si chiamasse Inventa...Mela?
No, che non poteva!!
(Il contest è quello indetto da Araba Felice, e lo trovate qua!)

Tutto inizia ieri pomeriggio, al supermercato con Mia Mamma, per il periodico “carico della carne”.
Come di consueto subito dopo il bancone del Macellaio ci viene spontaneo fermarci davanti al bancone del Salumiere.
Prosciutto, formaggio, le solite cose… poi sento Mia Mamma che chiede della pancetta affumicata cotta, e nel farlo mi guarda con un’arietta furba che già mi fa venire l’acquolina in bocca.
-“Voglio fare i pannekoek…!”
(I pannekoek sono in pratica i pancakes, o le crepes olandesi, ma più grandi, tipo le pizze che mangiamo noi italiani in pizzeria).
E quelli che prediligiamo noi sono quelli al bacon e mele, con sciroppo di melassa.
Una vera maialata.

-“Mamma falle quando ci sono anch’io!”, mi affretto a raccomandarle…
E a quel punto mi balena l’idea, il giusto compromesso per gustare, oggi, l’accoppiata pancetta e mele (che adoro!) insieme al mio Uomo di Ghiaccio, che predilige più italici sapori.
Nascono così i:

FAGOTTINI DI POLLO ALLA PANCETTA E MELA

Ingredienti (per 2 persone):
- 4 fettine di petto di pollo;
- 4 fettine di pancetta affumicata cotta;
- 1 mela;
- ¼ di cipollotto;
- qualche foglia di salvia e un rametto di rosmarino;

- 1 pezzetto di formaggio tipo emmenthal;
- ½ bicchiere di vino bianco;

- 1 spicchio d’aglio;
- olio evo, pepe e sale, q.b.

Per prima cosa pulire la mela e ricavare, da uno dei 4 spicchi, dei bastoncini.
Tagliare in bastoncini anche l’emmenthal ed affettare il cipollotto nel senso della lunghezza.

Allargare bene una fetta di petto di pollo, salare e pepare in superficie e porre al centro un bastoncino di mela, uno di formaggio, un piccolo pezzetto di cipolla e la salvia.
Arrotolare, chiudendo i bordi esterni con uno stecchino per lato e avvolgere nella fetta di bacon.
Procedere allo steso modo per ogni fagottino.

In una padella far dorare uno spicchio d’aglio nell’olio extravergine d’oliva.
Rosolare velocemente i fagottino, quindi versare il vino e coprire.

Nel frattempo ridurre in dadini la restante mela, ed aggiungere nella padella insieme al cipollotto rimasto.
Regolare di sale, considerando che il pollo era stato precedentemente salato.

Lasciar cuocere con il coperchio semichiuso per una quindicina di minuti, mescolando di tanto in tanto; scoperchiare gli ultimi minuti per far restringere l’eventuale eccesso di liquido e servire.

- “Ti sono piaciuti?”
Nessuna risposta, solo un’espressione assertiva e piuttosto soddisfatta.

- “Hai capito cosa c’era dentro?”
- “No, ma era buonissimo!”
- “Formaggio… e mela!”
- “Melaaaa….?!?”
- “Ehm, si.. mela!”
- “Non me n’ero accorto… no, ma… buono, molto buono!”

(Fiuuu…!)

UPDATE: qui un nuovo metodo per chiudere i fagottini, che per me risulta più pratico e veloce...

giovedì 18 novembre 2010

DOLCEZZE DEL POMERIGGIO

Ci sono delle volte in cui mi piace chiudermi nella mia solitudine e dentro la mia cucina.
Sentire il mondo fuori la porta e le finestre, e sapere che tra e me ed esso c’è un confine che, anche se per poco, non può essere violato.
In quei momenti faccio spesso chiarezza dentro di me e ritrovo il mio equilibrio.
O anche no, e mi abbandono ai pensieri più leggeri e talvolta banali.
In quei momenti in ogni caso mi infastidisce qualsiasi presenza, fosse anche la radio o la TV.
Voglio starmene solo a sentire il mio cervello e seguirne gli strani percorsi di associazione, o salti da un’idea all’altra e senza senso.
E mi piace sentire nel frattempo il rumore degli ingredienti che si trasformano in cibo, sotto le mie mani.
Delle posate che sbattono contro le pentole.
Del mattarello che urta il barattolo della marmellata.
Dell’acqua nella quale immergo il cucchiaio appiccicoso.
Del timer (e del profumino delicato!) che mi annuncia che sono già pronti i deliziosi…

BISCOTTI ALL’ALBICOCCA

Ingredienti:
- 300 gr. di farina 00;
- 1 uovo;
- 200 gr. di zucchero;
- 170 gr. di margarina;
- 1 cucchiaino di lievito vanigliato;
- 1 pizzico di sale;
- marmellata di albicocche.
L’impasto e le dosi sono quelli dei Biscotti di Halloween, ma sperimentati in questa piacevole variante, ottima per accompagnare una bella tazza di tè fumante e profumato al limone appena raccolto.

Impastare velocemente lo zucchero con la margarina, aggiungendo via via l’uovo, il sale e la farina setacciata col lievito.Creare un salsicciotto dopo aver posto l’impasto in un foglio di pellicola per alimenti e mettere nel freezer (almeno per un’ora).

Accendere il forno a 180°C.
Prendere il salsicciotto di pasta, srotolarlo e molto velocemente passarlo sul tavolo infarinato.
Tagliarne delle fettine di circa 1,5 cm. di spessore, quindi prendere un cucchiaino da tè, bagnarlo in un bicchiere contenente acqua e premerlo al centro del biscotto per creare una fossetta nella quale far scivolare una piccola quantità di marmellata di albicocche.
Ripetere l’operazione per ogni biscotto, avendo cura di bagnare ogni volta il cucchiaio affinchè non si incolli all’impasto.
Consiglio: procedere con pochi biscotti per volta e nel frattempo riporre il “salsicciotto” nel freezer, in modo che il composto non si rammollisca troppo prima di essere infornato.
Inoltre è sempre bene mantenere una discreta quantità di farina sotto i biscotti appena tagliati.

Man mano che i biscotti saranno pronti adagiarli su una leccarda ricoperta di carta forno ed infornare subito per circa 10 minuti, o comunque fino a doratura.

mercoledì 17 novembre 2010

IL GATTO NERO DAY


Stamattina, attraverso il blog dell'Orso Ciccione (in cui spesso metto molto volentieri il naso), sono venuta a conoscenza del fatto che oggi, e per il terzo anno consecutivo, si celebra il Gatto Nero Day.

Io, oltre ad essere sempre stata una sfegatata amante dei felini in genere, ho (quasi) sempre avuto uno o più gatti per casa.

E quando avevamo il gatto nero altro che sfortuna: quello è stato il periodo migliore per tutta la mia famiglia!
E guarda un po': mancato il gatto sono iniziate tante brutte storie spiacevoli, i cui strascichi si sono protatti per anni.

Quindi, ma certo non solo per questo, è con serio orrore che leggo (testuali) di un: "eccidio di questi gatti che ogni anno vengono ammazzati in decine di migliaia di esemplari a causa del fatto che vengono considerati portatori di sfortuna (...) molti di loro vengono utilizzati in riti sacrificali pseudo-satanici e molti altri uccisi a causa del loro bellissimo pelo nero che viene poi utilizzato per essere trasformato in pelliccia".

Così l’Associazione Animalista Aidaa quest’anno chiede a tutti i possessori di gatti neri, che in Italia sono oltre un milione, di accendere a partire dalle 21 una luce a una delle finestre di casa, o sul davanzale di una di esse, proprio a testimoniare il loro amore per questi meravigliosi animali.

martedì 16 novembre 2010

COME PER INCANTO...

Se c’è una cosa che mi piace molto è usare il forno, estate o inverno che sia.
Ed un’altra cosa che mi piace molto sono le patate.
Se poi vanno a braccetto con il formaggio e il prosciutto, allora proprio è il massimo.
E allora, l’altra sera, mi è ritornata la voglia di provare a fare il gattò (o gatò, o gateau) di patate, che fino a quel momento mi veniva sempre orrendo.
Non tanto di sapore, ma proprio nella forma.
O troppo asciutto, o troppo molle… eppure è così semplice nella sua esecuzione, ed in genere sono attenta alle dosi, indicazioni e suggerimenti.
Niente.
Un mistero.
Ci sono delle ricette, anche banali, che non so perché non mi vengono proprio.
Poi ho chiesto a Cognata Gentile e, senza ricordare bene le dosi ma andando – stavolta - a naso, come per incanto me n’è venuto fuori uno che mi sono baciata le mani da sola…

lunedì 15 novembre 2010

DI SOLE E DI AZZURRO

Fine settimana all’insegna del cielo azzurrissimo e del mare blu.
Di aria così tersa che si vede persino il cocuzzolo dell’Etna, già delicatamente spolverato di bianco.
Di tramonti dorati che colorano le nuvole di tutti i toni del rosa e del viola.
Di brillanti che trapuntano il manto della notte e di altre lucine che come stelle mobili si spostano veloci sull’acqua scura poichè, senza onde e con la luna ancora troppo sottile, è tempo di uscire dal porto in cerca di calamari.
Di tantissime vele bianche che giungono dalla lontana costa di fronte (che è quella di Capo Murro di Porco e di Siracusa) e che arrivando fin sotto casa con i gennaker gonfiati con orgoglio, invertono la rotta per ripartire in compagnia dei gabbiani e dei tiepidi raggi del sole.
.
Di pomodorini e spada che sfrigolano nella padella, diffondendo un delizioso odorino intorno.
PASTA CON PESCESPADA E ZUCCHINE

Ingredienti (per 2 persone):
- 200 gr. di sedani rigati;
- 1 fetta di pescespada;
- ½ cipollotto;
- 1 spicchio d’aglio;
- 2 piccole zucchine verdi;
- 6 pomodorini Piccadilly;
- una manciata di prezzemolo e menta tritati;
- ½ bicchiere di vino bianco;
- sale ed olio extravergine, q.b.

Pulire ed affettare il cipollotto e farlo appassire in un po’ d’olio.
Pulire ed affettare a rondelle le zucchine ed aggiungerle al cipollotto, facendo cuocere per una decina di minuti, a fuoco basso.

In un’altra padella far soffriggere l’aglio nell’olio, quindi aggiungere i pomodorini puliti e tagliati in 4, salare e far cuocere brevemente per circa 5 minuti.

Nel frattempo tagliare lo spada a cubetti, quindi unire alle zucchine, facendo cuocere il tutto per pochi minuti, dopo aver regolato di sale.

Irrorare con il vino e far sfumare.

Versare il contenuto della padella del pomodoro in quella contenente il pesce ed amalgamare delicatamente il tutto.
Scolare la pasta e farla saltare, spolverizzando con il trito di erbe aromatiche.

giovedì 11 novembre 2010

STRANEZZE D'AUTUNNO

Altro che Autunno inoltrato, castagne, zippole, vino novello e S. Martino...
Io mi sento come se fosse appena entrata la Primavera!

Complice l’aria tiepida di questi venti di Scirocco, ed un’allegria che non provavo da un po’, me ne vado in giro con il cuore leggero, annusando l’aria come faceva il nostro gatto (che però era una gatta!).
Non sento stanchezza, non vedo motivi di arrabbiature, né di nervi, e finché dura me la godo.
E a dolcezza aggiungo dolcezza, che laddove c’è (di nuovo) Uomo di Ghiaccio necessariamente trovasi pure una “vascedda” di ricotta.
E siccome nel frigo l’altra sera non c’era niente altro, ma dovevasi festeggiare in ogni modo, e per cena ci si arrangiava (per sua somma gioia) con un bel piatto di spaghetti (appunto!) con la ricotta, per dessert che avrei sperimentato ordunque?
Esatto!

venerdì 5 novembre 2010

DALL'OLANDA CON LANGUORE

E’ da quando quella simpaticona di Mia Mamma è tornata dall’Olanda che ci tartassa con ‘sto benedettissimo dolce.

Dolce che le è stato presentato dai miei cugini durante una delle abituali, numerose pause the/caffè (praticamente infinite volte al giorno: ogni scusa è buona per mettere su il bollitore e tirare fuori una varietà discreta di tazze e tazzoni, ma ancora di più per tagliare una fetta di qualsiasi cosa esca da un forno o da una pasticceria…).

Finalmente sabato mattina s’è riunita con le sue amiche (altre olandesi, come lei, ormai da anni in Sicilia al seguito dei loro mariti italiani) per raccontarsi del suo ultimo viaggio, dei prossimi loro (cent’anni di salute a chi ha inventato i voli low cost!), delle novità, dei nipoti, dei parenti, dei serpenti e poi: hai visto che tempo, hai visto in TV, hai letto i giornali, e chi più ne ha più ne metta, il tutto in un miscuglio linguistico che parte sì dall’olandese ma poi sfocia inevitabilmente in uno strano italiano, peggio ancora siciliano dalle improbabili pronunce, quando una parola non esce e allora un’altra viene a supplire in suo aiuto: sempre molto divertente!

E finalmente ha potuto preparare, anche per noi fino ad allora ignari, il più volte evocato:

APPLE-FLEUR (che suppongosia, semplicemente: fiore di mele)

Ingredienti:
- 2 dischi di pasta sfoglia già pronta;
- 3 mele golden;
- una manciata di albicocche disidratate;
- marmellata di albicocche, q. b.;
- zucchero di canna, q.b.;
- acqua, q.b.

Foderare uno stampo circolare con il disco di pasta sfoglia e spalmarlo con la marmellata di albicocche, precedentemente passata attraverso un colino.

Tagliare le mele a fettine sottili, spruzzare con il succo di mezzo limone, sgocciolarle ben bene e disporle sulla pasta sfoglia.

Spolverare con lo zucchero di canna e con le albicocche tagliate a pezzettini.

Con un piattino da caffè creare un buco centrale nel secondo disco di pasta sfoglia, quindi disporlo sulle mele e sigillare i bordi.

Cospargere la superficie con altro zucchero di canna e poi, con un pennello, bagnare con poca acqua, in modo da creare uno strato che in forno si caramellizzerà (ma si dice così…?)

Infornare a 180°C per circa 20/30 minuti.

Ottimo!
CON QUESTA RICETTA PARTECIPO ALLA RACCOLTA DI STEFANIA E ROSY

OMNIA VINCIT AMOR!!


(Ooooh yeah!)

Ed è bene tutto ciò che finisce bene.
(Ooooh yeah!)

E io scoppio di felicità.
(Ooooh yeah!)

martedì 2 novembre 2010

IL PONTE DEI SANTI E DEI MORTI

Ponte di Ognissanti che inizia all’alba per evitare le file davanti ai cimiteri.
Ma mi piace uscire prestissimo...
Siamo tutti avvolti da un vento di Scirocco alquanto pesante: nuvole cariche di sabbia che si rincorrono veloci cambiando la quinta del cielo di minuto in minuto… un attimo c’è il sole ed il cielo azzurro, l’attimo seguente sembra che si stia per scatenare un diluvio…
.
Il vento sembra volerci portare lontano insieme ai cavalloni che sferzano il mare, più tardi, e mi costringono a gridare sulla spiaggia per farmi sentire da chi cammina al mio fianco.
E si increspano i capelli impazziti, incrostandosi in breve di infiniti cristalli di salsedine.

E per pranzo?
Una rivisitazione di un classico tra i miei primi preferiti, e che all’inizio è stato accolto con un paio di nasi storti (“ma… senza salsa?”)
Si, senza pomodoro….

PASTICCIO DI LASAGNE IN BIANCO

Ingredienti (per 2 teglie medie):
- 2 confezioni di lasagne fresche;
- 1 cipolla;
- 200 gr. di pisellini surgelati;
- 500 gr. di tritato misto (maiale + bovino);
- 200 gr. circa di salsiccia di maiale;
- 1 bicchiere di vino bianco;
- 1/2 carota;
- 1 spicchio d'aglio;
- 1 foglia di alloro ed un rametto di rosmarino;
- grana grattugiato;
- 1 l. di latte;
- 2 cucchiai di burro;
- 2/3 cucchiai di farina 00;
- olio extravergine d’oliva;
- sale, pepe e noce moscata, q.b.

Pulire ed affettare la cipolla.
Mettere metà del trito in una casseruola con un po’ d’olio e far rosolare, quindi aggiungere i pisellini surgelati.
Versare un dito di acqua e salare.
Coprire con un coperchio e far cuocere una decina di minuti a fuoco basso.

Far rosolare l’altra metà della cipolla in abbondante olio con la cipolla tritata e l'aglio, in una padella capiente.
Aggiungere la carne tritata e la salsiccia (dopo averla spellata e ridotta un pezzetti).
Far cuocere la carne a fuoco vivo, quindi sfumare con il vino.
Salare e aggiungere l’alloro ed il rosmarino, coprire e far cuocere a fuoco bassissimo per circa 20 minuti, mescolando di tanto in tanto.

Preparare la besciamella mettendo il latte sul fuoco, ponendo nel frattempo il burro in un'altra pentola, facendolo sciogliere dolcemente.
Aggiungere velocemente la farina setacciata poco alla volta, girando velocemente, quindi versare poco alla volta e a filo, il latte caldo, continuando sempre a mescolare.
Salare e spolverare con una grattugiata di noce moscata.
NB: la besciamella non dovrà essere troppo densa: quindi spegnere non appena essa inizierà ad addensarsi!

Disporre sul fondo della teglia da forno un paio di cucchiaiate di carne, un po’ di pisellini ed un mestolo di besciamella, quindi iniziare a creare gli strati di lasagne, spolverando l’ultimo con abbondante formaggio grattugiato, della tuma che mi era avanzata e qualche fiocco di burro.
Porre in forno per circa 20/30 minuti a 200°C. (i primi 10 minuti io li ricopro con un foglio di alluminio). Se necessario irrorare ulteriormente con del latte (o del brodo vegetale)… saranno pronte quando, infilzandole con uno spaghetto crudo, questo affonderà delicatamente senza spezzarsi!


PS: si sono spazzolati tutto... altro che "senza salsa"!!!
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