martedì 24 novembre 2009

mercoledì 11 novembre 2009

SAN MARTINO: ZIPPOLE E VINO!


La Festa di San Martino m'è sempre piaciuta, ad iniziare dalla volta in cui la maestra alle elementari mi raccontò per la prima volta la storia del Santo che, sguainata la spada, tagliò in due parti il proprio caldo mantello per dividerlo con un poverello, che in realtà era Gesù in persona.
Io, che sono (e sempre sono stata) sensibile ai gesti eroici e generosi, restai subito affascinata dal comportamento di quell'uomo.

Poi c'è da dire anche che ho un nonno ed un cugino che portano quel nome.

Cognato oggi fa il compleanno, e pure un paio di altri amici.

Inoltre, all'11 Novembre, è legata tutta quella serie di abitudini, ricorrenze e proverbi che affondano le radici nella tradizione contadina, legati all'Estate di San Martino, agli ultimi raccolti prima dei freddi giorni invernali, alle potature delle viti, all'apertura delle botti di vino, alla semina delle fave, alle caldarroste, all'abitudine di traslocare dopo questo giorno (se il padrone non rinnovava il contratto d'affitto per l'appezzamento di terreno ai contadini, questi erano costretti a spostarsi altrove), alla preparazione a base di carne di maiale (pare che i contadini uccidessero i maiali a fine stagione lavorativa, e che con una parte della carne venissero pagati i debiti) tutte notizie che fanno sempre presa sul mio interesse.

La città, sferzata oggi da un insidioso venticello freddo, è tutta disseminata di banchetti da friggitoria all'aperto e, a ritmo incessante, si preparano zippole (semplici, alla ricotta, alle acciughe, all'uvetta, alla Nutella), ciambelline di patate e crispelle di riso e miele.

Una vera tentazione.
La mia ricetta delle Crispelle qui, mentre mia nonna preparava così le sue (buonissime) ciambelline:

CIAMBELLINE DELLA NONNA
Ingredienti:
- 1 kg. di patate;
- 1 kg. di farina 00;
- 4 uova;
- 20 gr. di sale;
- 50 gr. di lievito di birra;
- 1 L. di olio di semi;
- latte, q. b.;
- zucchero semolato, q.b.
Bollire le patate sbucciate. A cottura ultimata passarle col passaverdura, poi incorporarvi le uova, il lievito sciolto in un poco di latte, la farina setacciata ed il sale.
Formare con le mani delle palline grandi come delle piccole mele, porle su un ripiano infarinato ad una debita distanza (gonfieranno un po'), coprirle con un telo e una coperta e farle lievitare per almeno ½ h.

Mettere l'olio sul fuoco, in un tegame a sponde alte (devono nuotare).

Forare le palline al centro con l’indice, inserire l’altro indice e velocemente allargare con movimento rotatorio il foro centrale, dando così la forma di ciambella, quindi tuffarle nell'olio caldo, friggerle per qualche minuto rigirando ogni tanto, lasciarle asciugare su carta assorbente e servire dopo averle cosparse di zucchero semolato.

mercoledì 4 novembre 2009

IL TEMPO DELLE OLIVE


Qualche giorno fa a mio papà hanno regalato un sacco di olive... nel senso che era proprio un sacco.

Mia mamma s'è un po' confusa: "E ora?"

Io invece ho colto la palla al balzo e visto che se n'è presentata (finalmente) l'occasione ho tirato subito fuori La Ricetta delle Olive della Zia Rosetta, che nel passato le avevo "strappato".
Era inoltre da un po' che, scendendo la mattina da Marzamemi, guardavo bramosa i contadini che battevano gli ulivi pieni e ne raccoglievano grosse olive.

Dicono che questi alberi un anno danno il meglio di sè, quello successivo si "riposano" e fanno il minimo indispensabile.
Quest'anno, per loro, è l'anno della fatica...


LE OLIVE (NERE) DELLA ZIA ROSETTA


Ingredienti:
- 2 Kg. e 1/2 di olive appena raccolte;
- sale marino grosso;
- 1 testa d'aglio;
- peperoncini freschi;
- 1 l. di aceto di vino rosso;


Pulire velocemente le olive sotto l'acqua, togliendo via le eventuali foglie e le olive maltrattate, quindi lasciarle asciugare su di un canovaccio.
Pungere con una forchetta sui lati di ogni oliva e riporle in un contenitore iniziando a ricoprirle con il sale. In realtà andrebbero messe in un cestino di vimini, per seguire la ricetta alla lettera, ma io il cestino non ce l'ho e così ho messo il tutto in uno scolapasta di plastica poggiato su di una insalatiera di vetro (per raccogliere il liquido amaro che perderanno, soprattutto nei primi giorni). Cospargere con abbondante altro sale e rigirare più volte con le mani (che diventeranno inevitabilmente marroncine!). Aggiungere gli spicchi di aglio sbucciati e tagliati a metà e i peperoncini tagliati a pezzi grossi.

Lasciare riposare così per circa 15 giorni.
Durante questo periodo rigirare 2/3 volte al giorno e, se necessario (soprattutto all'inizio!), aggiungere altro sale.

Appena avranno acquistato dolcezza, trascorso il tempo previsto, lavare bene le olive sotto acqua corrente e metterle ad asciugare per 1/2 giornata su un telo di cotone.

Porre in una pentola l'aceto e non appena bollirà tuffarvi dentro le olive. Dalla ripresa del bollore calcolare 5/6 minuti circa, tirar fuori e rimettere ad asciugare.

A questo punto si possono fare 2 cose: congelarle in piccole dosi dentro i sacchetti per il gelo e consumare, una volta scongelate, entro un paio di giorni al massimo; oppure si può metterle in una boccia sotto olio, preferibilmente quello di semi che dura di più (circa 18 mesi contro i 7/8 di quello di oliva), lasciandole solo con aglio e peperoncino, oppure aggiungendo a piacere anche fettine di carote e sedano (fatte sbollentare nell'aceto e solo dopo averle asciugate per bene), e foglie di menta. In questo caso è bene farle riposare almeno un paio di settimane prima di consumarle.

UPDATE: a seguito di telefonata dell'altra sera tra Mia Mamma e Zia Rosetta è stata confermata la questione che esistono olive verdi e nere già sugli alberi (io credevo che il colore dipendesse da lavorazioni differenti...) e che in effetti avrei dovuto seguire un altro procedimento per le olive che avevamo e che erano appunto (figurarsi!) verdi...
Ormai il "danno" è fatto, e comunque: sono venute bene anche così, magari non eccellenti, ma tanto buone sì!

martedì 3 novembre 2009

IL PONTE DI OGNISSANTI/3

Tra le altre cose fatte durante questo week-end una è fonte per me di particolare orgoglio.
Come già accennato qui ultimamente impiego la mia creatività anche in altri modi, e comunque nel passato non son mai riuscita a stare con le mani in mano e spesso, in cerca di sfogo, ho dato ampio spazio ad esperimenti vari (pittura ad olio, acquerello, cucito, e cose così).

Mi serviva una tenda per la finestra della cucina.
Questa finestra si affaccia sul ballatoio condominiale, attraverso il quale si accede ai vari appartamenti della palazzina: la vista, sulla sinistra, è suggestiva, infatti si vedono i moli e le barche ancorate allo Yacht Club, e la mattina il sole sorge proprio da lì: la luce è meravigliosa, il fatto che ogni tanto qualche passante (soprattutto i bambini) butti l'occhio dentro casa un po' meno.
Quindi cercavo qualcosa di carino, che permettesse alla luce di passare, che schermasse senza esagerare, che si potesse scostare con facilità ogni volta che avevo voglia di guardare il mare, che stesse bene con le mie piantine sul davanzale e che mi ricordasse in una qualche maniera le mie origini, visto che se c'è una cosa cosa che adoro sono quelle belle finestre olandesi che trovo sempre così romantiche, che sanno proprio di "Home Sweet Home" e di casa di mia nonna. Ho dato qualche occhiata in giro per il web, ho spremuto la mente in cerca di ricordi, ho rotto le scatole un po' alla mia bravissima Mamma in cerca di supporto. Manco a dirlo lei si è improvvisamente rammentata del fatto che un giorno, in giro per la fiera settimanale, aveva acquistato un telo di lino ricamato ad intaglio e che sicuramente, originariamente, faceva parte di una coppia di tendine.

"Ho pensavo che potesse interessare a tua sorella per la casa nuova, poi mi sono accorta che anche la sua cucina ha le imposte doppie..."

Amore a prima vista e la risposta ai miei desideri! (... e poi il ricamo ad intaglio m'è sempre piaciuto). In poco più di 30 minuti ho misurato, fatto man bassa di nastrini bianchi (mia mamma, sempre lei, conserva con cura rimanenze di precedenti lavori e/o i laccetti di tutte le bomboniere che passano per casa), ho preso ago, forbice e filo e telefonato ad Uomo di Ghiaccio affinchè s'affrettasse a comprare il bastone per la tenda, mentre infilavo un punto dopo l'altro e rimiravo il lavoro svolto. Tanta era la felicità, e l'adrenalina che mi si era scatenata, che appena mi sono seduta al pc ho creato un piccolo tutorial con lo schema che avevo ideato, quindi:

TENDA PER CUCINA

Occorrente:
- telo di lino/cotone/tela ida, ricamato, intagliato, decorato di mt. 1,00 x 0,30;
- 1 mt. di nastro in raso largo 1 cm.;
- 1 mt. di nastrino in raso largo 0,5 cm.;
- filo per cucire;
- 1 bastone per tende, del tipo estensibile.

Esecuzione:
Bordare, se necessario, i lati del telo e suddividerne la lunghezza in 5 parti, appuntando uno spillo ogni 20 cm. (fig. A).
Tagliare il nastro (ed il nastrino) in 6 parti uguali.
Creare (fig. B), con i 6 pezzetti di nastrino sottile, 6 piccoli fiocchi (piegandoli nella maniera indicata con le frecce verdi), sovrapporli e poi cucirli a delle asole ottenute piegando in 2 il nastro più largo (nel modo indicato con le frecce viola): si otterranno così gli "anelli" nei quali far passare il bastone estensibile.
Cucire ogni asola in corrispondenza dei 6 spilli.
Dare una stiratina veloce (io per la fretta ancora non l'avevo fatto!), infilare sul bastone e posizionare sulla finestra.

Di pomeriggio sono passate per un caffè e 4 chiacchiere Cognata e Cugina: mo sono pure beccata i loro complimenti.
Sono soddisfazioni...!!!

lunedì 2 novembre 2009

IL PONTE DI OGNISSANTI/2

E tra un cimitero e l'altro, tra i tipi che sono venuti a montare le zanzariere col prevedibile ritardo, tra lavori domestici ed ospiti inattesi ma graditi, tra pasti gustosi e rafforzate consapevolezze, per stemperare un attimo di stizza improvvisa, in attesa di passeggiare sul Molo alla luce della luna, mi chiudo in mio momento di silenzio, pensando che in frigo non c'è niente ma un dolce voglio (devo!) proprio farlo.
Mi ricordo allora di uno dei "nostri" dolci "olandesi"...

MELE CON LE BRICIOLE
(ovverossia: Crumble di Mele!)

Ingredienti (per 2 persone):
- 1 o 2 mele;
- 60 gr. circa di burro o margarina;
- 1 tazza circa di farina 00:
- 1/2 tazza circa di zucchero + 1 cucchiaio;
- buccia grattuggiata di 1/2 limone;
- cannella in polvere.
.
Impastare a mano, in un recipiente, il burro (freddo!) con lo zucchero, la buccia di limone e la farina: l'impasto dovrà sbriciolarsi senza mai amalgamarsi del tutto, quindi se necessario aggiungere un altro poco di farina.
Sbucciare ed affettare le mele e porle in una piccola teglia, quindi cospargerle con cannella in polvere ed un cucchiaio di zucchero.
Ricoprire con le briciole ottenute dall'impasto ed infornare a 180°C per 20/30 minuti.
Servire caldo, possibilmente con una bella nuvola di panna fresca montata.

IL PONTE DI OGNISSANTI


Un tuffo nel passato, tra giorni felici e giorni strazianti, tra vecchie pietre e cari luoghi, tra altri posti che stanno a cuore a chi sta a cuore a me.

Una corsa col sole che sorge, per risalire da Sud a Nord passando per Noto, e così ritrovarmi davanti ai Faraglioni, ricordando i Malavoglia e prima ancora i Ciplopi e il lungo viaggio che compì Ulisse con i suoi, ascoltando ricordi che parlano di un tempo che fu, di pescatori e sacrifici, di lavoro e grandi fatiche, di reti e di barche, di pesci, della furia del mare e della sua incredibile generosità ed abbondanza, di destini e ostinazione.
Di onore.


Abbraccio fisicamente tutto ciò.
E non provo più irrequietezza...
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