lunedì 30 marzo 2009

COLAZIONE ALL'OLANDESE!

Oggi tutto di corsa.
Io e mio papà siamo a pranzo, di nuovo, da soli, a distanza di pochi giorni, che le amiche (olandesi!) di mia mamma fanno tutte il compleanno in questo periodo e quindi è tempo di festeggiamenti (per loro!).
L'altro giorno è stata la scusa per andarcene tutti e due al ristorante: un piacevolissimo intermezzo in una grigia e ventosa giornata, coi gabbiani che volavano bassi sulle nostre teste mentre ce ne stiamo seduti, serviti e riveriti con la vista sul mare mentre ci deliziavamo con un buonissimo piatto di spaghetti ai ricci.
Oggi invece ce la siamo pensata molto alla sbrigativa, che è lunedì, che è tutto di corsa, che sono un po' sciroccata (senza voglia, cioè, di fare niente!) e quindi ecco a voi ciò che noi chiamiamo:
ndi
COLAZIONE OLANDESE - per restare in tema, e - soprattutto - perché si compone davvero in 5 minuti 5!!!

Si fa così: imburrare un paio (anche 3!) fette di pane (lì usano un pancarrè ultrasoffice), disporle su un piatto piano e ricoprirle con fette di prosciutto cotto appena tagliato, sormontare con un paio di uova fritte ad opera d'arte, quindi decorare tutt'intorno con pomodorini, foglie di insalata, fette di formaggio (ma io non l'avevo comprato), cetriolini e cipolline sott'aceto, se piace aggiungere anche il ketchup o la senape, ed accompagnare il tutto con una buona tazza di tè caldo.
Mitica!

UN "DOLCE "WEEK-END...

Complice il cielo grigio e una confezione di crema al pistacchio (tipo una Nutella in versione verde) di cui non sapevo bene cosa fare e che ho comprato per sbaglio (secondo me avevo trovato il pesto di pistacchi per la pasta!) mi sono chiusa in cucina annoiata ed incerta, mischiando un pugno di ricette che avevo appuntato nel tempo qua e là...
Devo ammettere che mi è uscita questa cosuccia niente male davvero, infatti: ne fosse rimasta una fetta!!


BIANCOMANGIARE AL PISTACCHIO

Ingredienti:
- 2 dl. di latte di mandorla;
- 3 dl. di acqua;
- 100 gr. di crema di pistacchi;
- 100 gr. di zucchero;
- 12 gr. di colla di pesce in fogli;
- buccia di limone non trattato;
- 1 stecca di cannella

Porre sul fuoco il latte, l'acqua, lo zucchero, la buccia di limone e la cannella e, nel frattempo, mettere ad ammollare, in acqua fredda, la colla di pesce.
Al primo bollore, allontanare dal fuoco e aggiungere la crema di pistacchi, riporre sul fuoco e mescolando continuamente per altri 5 minuti circa, fino a che la crema non si sarà sciolta tutta nel liquido, quindi spegnere.
Lasciar intiedipidire ed unire la colla di pesce ben strizzata, continuando a mescolare per bene quindi lasciare raffreddare, versare nello stampo e porre in frigo per almeno 3 ore.
Servire a piacere con un ciuffo di panna montata, una spolverata di pistacchi tritati e salsa di cioccolato, o di frutti di bosco.

martedì 24 marzo 2009

STANOTTE...

Giornata massacrante, come nelle migliori tradizioni.
Speravo di finire definitivamente con la storia dei documenti e invece ciccia: ho cantato troppo presto vittoria!
Mi sa che per almeno altri 3 giorni non avrò altro pensiero al di fuori di quello... speriamo bene, considerando che ho capito che siamo davvero nelle mani di nessuno!

Però (si, c’è sempre un però, per fortuna) tutta la fatica è stata ben poca cosa in confronto al quadro vibrante e meraviglioso in cui mi muovevo.
Adoro i pomeriggi di vento deciso, quello che scompiglia violentemente i capelli, che ostacola il passo in salita, che fa sentire la sua voce nei vicoli del centro, che increspa tutto il mare, anche quello dentro il Porto e crea quelle piccole onde aguzze e bianche che smuovono le barche agli ormeggi e fanno cantare le crocette nell’aria.
Adoro quella luce bianca e accecante, che col volgere del giorno s’attarda sempre più a lungo, colorandosi pian piano di un rosa dorato, e il cielo azzurro e terso contro cui si staglia la pietra chiara dei palazzi antichi.
La sensazione di camminare libera e odorare quell’aria che sa di mare e di tempi passati mentre dalle viuzze iniziano a sbucare i primi gruppi di turisti, già coi sandali ai piedi mentre io abbottono meglio la giacca che sento freddo, e con le macchine fotografiche al collo pronti ad immortalare come milioni prima di loro il balconcino barocco, la statua di Diana, lo scorcio pittoresco mentre io corro affannata con la cartelletta dei documenti in mano.
Ecco, questo momenti vorrei non finissero mai, nonostante tutto quello che non va.
Di questi momenti io vorrei averne ogni giorno, quell’attimo in cui dire: “si, è perfetto così, e io ci sono in mezzo”.

Oggi sono quasi felice, nel senso che è come se avessi fatto una conquista sebbene ancora non abbia capito esattamente quale e con che modalità.
Stanotte ho fatto un sogno, lungo ed articolato, come non accadeva da un bel po’.
Uno di quei sogni in cui una parte di me resta in qualche modo cosciente, quasi spettatrice di me stessa.
Lo scenario è tra quelli ricorrenti: sono a casa dei miei nonni, io sono quella di questi tempi ma nel tempo addietro, quando già mio nonno era mancato ma mia nonna ancora no, e arzilla e pimpante governava casa da sola (solo che questo nella realtà non è mai accaduto, perché lei non ha mai voluto reagire così alla perdita di mio nonno).
Sono dunque là e diventa sera e come al solito, non so come, mentre aiuto mia nonna sul balcone della cucina, stessa inquadratura di sempre, mi sporgo troppo dalla ringhiera armeggiando con la biancheria e resto a mezz’aria sospesa sulle corde ora giganti dei fili per il bucato, tipo Mary Jane che cade dal taxi sospeso tra i grattaceli di New York, nell’Uomo Ragno 3.
E la sensazione è così reale che all’inizio non capisco che è solo un sogno, e cerco di non muovermi perché potrei perdere il già traballante equilibrio mentre resto coricata sulla schiena tra due grandi corde, con l’ansia a palate.
Mia nonna non si perde d’animo, non perde la testa e cerca di aiutarmi come può, io guardo sotto e intorno e vedo, uguali come sempre e come realmente sono, i balconi dei vicini ai piani inferiori, e il balcone di sopra, quello della zia Rosetta, i fiori che fuoriescono dalle ringhiere, il giardinetto dell’ingresso, le macchine disposte in disordine nella discesa davanti ai garage.
Tutto uguale e minuziosamente fedele a quello che ancora è, con il cielo notturno ma luminoso quasi fosse vetro blu trasparente, e tutto puntellato di stelle.
Il vicinato è tutto in strada, nonostante l'ora e tutti mi guardano preoccupati.
Io cerco di arrampicarmi allora, e invece i fili si sciolgono e di nuovo sto per precipitare, perdo l’appiglio, le corde scivolano tra i miei palmi e il panico mi prende fino a farmi perdere il controllo, che sto per schiantarmi e se non mi sveglio mi scoppierà il cuore.
Invece…
Invece stavolta non mi sveglio, ma diventando cosciente nel sogno non temo quello che accadrà, o meglio, lo temo però imparo a gestire la paura: non so come metto le mani e pian piano scivolo sulle corde come fossero liane, scendo fino al 2° piano, e poi oltre il 1°, senza farmi male, finchè tocco terra tra gli arbusti, arrivando addirittura in piedi.
Sono felice, e anche le altre persone sono felici, e battono le mani e gridano di gioia.
Io capisco che è successo qualcosa di nuovo, come se avessi fatto un passo in avanti, penso a che significato può avere questo mio sogno cercando di ricordare quelle poche nozioni che ho letto a proposito del loro significato, e comunque mi sento fiera, giro verso lo spiazzale posteriore e sono cosciente di questa mia nuova condizione che mi riempie di orgoglio e felicità.
Stavolta non sono caduta, non sono precipitata, non so come né perché ma le cose sono finalmente cambiate, in meglio, e di questo tutti intorno a me sono felici e danno a me il merito.

Inutile dire quanto mi ha fatto stare bene…

lunedì 23 marzo 2009

RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI

Ho avuto tante cose da fare in quest'ultimo periodo.

Il lavoro (finalmente!) è ripreso alla grande (vediamo se stavolta mi paga davvero) e nel mentre ho provato anche a chiudere tutte quelle situazioni personali che andavano risolte e che mi creavano ansia... la mia tendenza al procrastinare - cosa che odio di me - mi crea sempre un forte stato di nervosismo/tensione/rigetto che assorbe ogni mia energia positiva.

Sono stanca morta e vorrei solo dormire, poltrire, dormire, poltrire, dormire e al massimo oziare (ma sarà davvero solo la Primavera? Che poi: ditemi che Primavera è se ancora nevica ovunque, piove, e c'è freddo...??).I

Invece no, non mi sono fermata un attimo e alla fine però, fortunatamente, ho fatto quasi tutto.


La Domenica infatti è andata bene, perchè appunto non ho fatto niente... solo una capatina all'Auchan e un primo delizioso, sperimentato in un baleno e già subito entrato nella categoria "tra i miei primi preferiti"....


GNOCCHI AL PISTACCHIO
Ingredienti:
- 500 gr. di gnocchi di patate;
- 1 cipolletta fresca;
- 150 gr. di pancetta in cubetti;
- olio extravergine d'oliva;
- 1 confezione di panna da cucina;
- 2 cucchiai di pesto di pistacchio;
- sale e pepe, q.b.
La preparazione è alquanto veloce, quindi mettere da subito sul fuoco l'acqua per la pasta e nel frattempo iniziare con il sugo, facendo soffriggere nell'olio la cipolletta fresca insieme alla pancetta.
Aggiungere il pesto di pistacchi e scioglierlo con un po' d'acqua di cottura della pasta che nel frattempo è stata calata.
Unire la panna da cucina, salare e pepare, nel frattempo scolare gli gnocchi e saltarli quindi in padella.
Ancora un po' di pepe e una spolverata di grana grattuggiato e... è venuta fuori una vera delizia!

In ogni caso farò ulteriori prove, per vedere se piccole modifiche possano migliorarne la resa.

venerdì 20 marzo 2009

SMEMORATA!

Ieri era San Giuseppe, e la Festa del Papà.

E per la prima volta da quando ne ho coscienza (non vorrei neanche raccontarlo!) me ne sono completamente dimenticata!!!
Questo la dice lunga su quante cose mi frullano per la testa in questo periodo - soprattutto professionalmente parlando (soliti grattacapi per cui bisogna rifare per la terza volta l’immane lavoro… non ne posso più).
Per farmi perdonare, direttamente dalla tradizione catanese che festeggia in questo modo la ricorrenza (invece a Siracusa e dintorni si fanno prevalentemente per S. Martino) ecco a voi:

CRISPELLE (SFINCIONI) DI RISO E MIELE
(ricetta della mia Amica Sbadatella)
.
Ingredienti:
- 300 gr. di riso;
- 300 gr. di farina 00;
- 1 L. di latte;
- 20 gr. di lievito di birra;
- 1 arancia non trattata;
- 1 limone non trattato;
- ½ stecca di cannella;
- 1 baccello di vaniglia;
- 1 cucchiaio di zucchero;
- 1 cucchiaino di sale;
- miele di zagara;
- olio di semi
.
Portare a bollore il latte con la cannella e la vaniglia.
Aggiungere lo zucchero ed il sale e versare dunque il riso, rimestando spesso con attenzione onde evitare che si attacchi al fondo della pentola.
Quando il riso sarà ben cotto, spegnere e lasciare intiepidire.
Aggiungere poi man mano tutti gli altri ingredienti: la farina setacciata, il lievito disciolto in pochissima acqua, la buccia grattugiata del limone e dell’arancia, quindi lavorare finchè l'impasto non risulti omogeneo.

Far lievitare per circa un’ora e mezza, coprendo con canovaccio e coperta di lana.
Appena l’impasto sarà lievitato mettere sul fuoco l’olio (o accendere la friggitrice).
A questo punto io e Sbadatella procediamo così (mentre molti pasticceri usano la più pratica sacca a poche): prendere un piccolo tagliere di legno su cui spianare il composto in uno strato alto non più di un dito, poi avvicinandolo al bordo della frigittrice, tagliare con un lungo coltello una strisciolina lunga quanto il bordo più corto del tagliere e larga più o meno 2 cm. e accompagnandola sempre col coltello, farla scivolare delicatamente nell’olio. In questo modo si otterranno dei bastoncini che a contatto con l’olio inizieranno a gonfiarsi e che dopo pochi minuti saranno belli dorati e croccanti.

Una volta cotti porli sulla carta assorbente; nel frattempo scaldare il miele, ponendo il vasetto a bagnomaria (diventerà più fluido e scioglierà eventuali cristalli dovuti al freddo).
Disporre infine le crespelle sul fondo di un vassoio - con le sponde alte! - e ricoprirle con abbondante miele caldo.
Se il miele non vi fa impazzire potete cospargere con lo zucchero, sia semolato che a velo.

venerdì 13 marzo 2009

PANE DURO....


... e coltello che non taglia, si dice da noi per indicare 2 tipi inutili.
Ed alzando gli occhi adesso non posso che ripetere in mente, ossessivamente, quest'antico detto.
.
Al di là dei proverbi invece questa ricettina è molto utile intanto per far fuori il pane del giorno prima (in alternativa al solito riciclo che converge in bruschette e/o pangrattato), oltre gli eventuali resti nel frigorifero.

Inoltre, realizzata in una teglia rettangolare, una volta cotta la si può tagliare in piccoli quadratini da presentare come antipasto, magari su una tavola da buffet.

TORTINO VELOCE AL PROSCIUTTO

.
Ingredienti:
- pane vecchio;
- abbondante prosciutto in cubetti (viene benissimo anche con la mortadella!);
- formaggio tipo provola, o scamorza o tuma o quello che più piace;
- 6 uova;
- ½ bicchiere di latte;
- 1 cucchiaio di farina 00;
- 2 cucchiai di parmigiano grattuggiato

:
Tagliare a fette il pane (di qualsiasi tipo sia, magari mischiandolo) e foderare una teglia con esso. Adagiare sopra il prosciutto ed il formaggio e chiudere con altro pane raffermo.

Battere le uova con il latte, il parmigiano e la farina, quindi distribuire sul pane.
Attendere 10 min. (il tempo che le fette assorbano ben benino il composto liquido) ed infornare a 180°C per 30 minuti.

PAR CONDICIO

Anche Anna, l’altra zia, se la cava molto bene in cucina.
E come me, anche lei quando assaggia qualche gustosa novità fuori casa prova sempre a ricrearla da sè.
Con gran successo devo dire… poi, generosamente e con meritato orgoglio, diffonde le sue scoperte.
Questa che segue è una pietanza di velocissima esecuzione, “rubata” in un ristorante di Roma.

MELANZANE ALLA ZINGARESCA:
Ingredienti:
- 4 melanzane;
- una manciata di capperi;
- 1 testa d’aglio
- acciughe sotto olio;
- 2/3 pomodori Pachino;
- olio d’oliva;
- origano q.b;
Lavare esternamente le melanzane ed asciugarle.
Tagliarle a spicchi nel senso della lunghezza (meglio non sbucciarle, onde evitare che si smollacchino troppo durante la cottura).
Con un coltellino affilato fare dei taglietti su entrambi i lati di ogni singolo spicchio in modo tale da creare delle piccole tasche. Inserire in queste tasche, alternandoli o abbinandoli, un pezzetto di aglio (anche uno spicchio intero se è piccolo), un cappero, un pezzo di acciuga.
Dopo aver farcito tutti gli spicchi disporre in una teglia in alluminio, cospargere con olio, sale, origano e i pomodori fatti a pezzetti (servono più che altro per dare colore!), quindi mettere in forno a 200C per circa 20 min. All’inizio consiglio di coprire con un foglio di alluminio, poi lasciare evaporare gli ultimi 10/15 min. di cottura.

giovedì 12 marzo 2009

EREDITA'... GASTRONOMICHE

Devo dire che a casa mia (in senso lato) molti sanno cucinare bene.
In particolare mia zia Rosetta, donna ricca di qualità e generosa d'animo, la quale non ha rivali nell'arte di ricevere, dalla prelibatezza cucinata a regola d'arte al modo impeccabile di accogliere i suoi (felicissimi!) commensali.
Purtroppo è molto difficile (ahimè!) estorcere i suoi segreti di cucina.
Questa che segue rappresenta una delle mie pochissime conquiste.

I BISCOTTI SQUISITI (QUELLI DELLA ZIA ROSETTA)

Ingredienti (per circa 60 biscotti):- 1 kg. di farina di grano duro;
- 6 uova intere;
- 200 gr. di margarina o strutto;
- 400 gr. di zucchero semolato (più 50 gr. per spolverizzare i biscotti);
- 2 bustine di lievito per dolci;
- 2 bustine di vanillina;
- 1 limone non trattato e grattugiato;
- 1 pizzico di sale
Impastare a fontana tutti gli ingredienti, quindi creare con la pasta dei bastoncini spessi più o meno un dito e lunghi circa 15 cm., dare poi la classica forma di S, “graffiarli” per lungo con una forchetta e passarli nello zucchero semolato, che resterà intrappolato in queste piccole scanalature.
Infornare a 200°C per 20 min., o comunque fino a che avranno assunto un leggero colore ambrato.

(PS: io mi sono scocciata di fare S, e ho optato per dei semplici rettangoli!!!)

E' una ricetta facilissima, ma soprattutto serve per preparare questi biscotti buonissimi, da noi molto diffusi e che danno il massimo se inzuppati nel latte (che io non bevo), nel tè (che bevo a litri), nel caffè o nel latte di mandorla (in estate - questo si che lo bevo, e ben volentieri!).

Inoltre li associo sempre a Noto (il paese d'origine di mio papà) e ai vanniaturi (cioè agli ambulanti banditori): è ancora possibile incrociarli nei piccoli centri mentre vendono tutt'ora porta a porta, col furgoncino stracarico di mercanzie e col megafono sul cofano con quale appunto vannìanu,  con la voce gracchiante e che ne annuncia in anticipo l'arrivo, pronti a riempire u' panaru (il cestino) che le casalinghe porgono dall'alto dei loro balconi tramite una lunga cordicella.

mercoledì 11 marzo 2009

SEMPLICEMENTE

Ci sono dei piatti della nostra tradizione che sono veramente semplici, frutto di un’epoca spartana in cui le cose da mettere in tavola erano poche e spesso venivano dalla terra e dal lavoro faticoso e costante dell’uomo.
L’essenzialità a me piace un sacco.
E anche il pomodoro, quello buono che odora già da lontano e il cui sapore mi inebria.
Datemi salsa fresca, o insalata di pomodori, o qualsiasi piatto cucinato con esso, ed io sarò per tutto il giorno una donna felice.
Quel colore così vivace mi sa di estate e mi riporta subito bambina, al ricordo delle vacanze in campagna a Noto, con mio nonno chino sulle piantine con la zappa in mano, con mia nonna e le sue sorelle tutte intente a preparare conserve e verdure sott’olio, e la colazione fatta staccando frutta direttamente da alberi e piante… tutte queste immagini sono qualcosa di unico nella mia mente e nel mio cuore.
Mi piacerebbe, in qualche modo, fissarle qui.
Quindi oggi:

PASTA ALLA CARRETTIERA
(mamma che buona!)
.
Ingredienti:
- pomodori rossi e maturi;
- cipolla bianca;
- un paio di spicchi d'aglio;
- olio extravergine d’oliva;
- una paio di ciuffi basilico;
- un piccolo rametto di menta;
- sale e zucchero, q.b;
- formaggio grattuggiato
Privare i pomodori della pelle (basterà immergerli per pochi minuti in acqua bollente), aprirli a metà e ripulirli dei semini, quindi metterli a colare per circa una mezz’ora, affinché perdano l’acquetta.
Porre sul fuoco una padella con olio, un pezzettino di cipolla tritata, un paio di spicchi di aglio e alcune foglie di basilico, quindi versare i pomodori tagliati a pezzettoni con il restante basilico e la menta.
Far cucinare a fiamma vivace per circa 10 min. aggiustando di sale e zucchero - circa un cucchiaino, giusto per togliere l’acidità.
Servire con abbondante formaggio grattugiato (a scelta, secondo preferenze).
Questo sugo si può anche passare col passaverdura nel caso in cui non si prediliga del pomodoro a pezzetti: se necessario far stringere ancora un po’ sul fuoco.

Il segreto di questa ricetta è usare ingredienti di buona qualità, proprio come si faceva allora che non esistevano serre, non esistevano fertilizzanti chimici e OGM, non esisteva tutto ciò che forza il corso della Natura e rende ogni suo prodotto insapore, inodore anche se perfetto nelle dimensioni e nell’aspetto.


domenica 8 marzo 2009

GIORNATA DELL'8 MARZO


Giornata della Donna.
Un'occasione in cui si ricordano le dure lotte che le donne tutt’ora devono sostenere per ottenere l’uguaglianza sociale.

Che lo sappiamo tutti che la Donna andrebbe festeggiata tutti i giorni, come anche la Mamma, e il Papà, e gli Innamorati ecc. ecc. ma siccome poi non si fa, e siccome poi si corre sempre, e siccome non c'è mai tempo per fermarsi a riflettere un attimo, ben venga un giorno particolare e tutto dedicato a noi (sperando ecco magari che sparisca invece l'insana abitudine di scatenarsi senza alcuna dignità e zompare addosso a tristissimi spogliarellisti: già quando lo fa un uomo è squallido, figurati una Donna...).

Per me è in ogni caso l’occasione per celebrare le Donne della mia vita.
Mia madre, mia sorella, le mie amiche e le altre donne della mia famiglia.
Senza di loro la mia vita sarebbe tristissima.
Sarei morta di solitudine in alcuni casi.
Le mie lacrime non avrebbero fine.
Le mie risate non avrebbero lo stesso colore.
Il mio sentire sarebbe profondamente differente.
Ognuna di loro rappresenta un pezzetto di ciò che vorrei essere.
E ognuna di loro mi ha insegnato a compiere in un certo modo i passi per affrontare la vita.
A loro spesso mi ispiro per superare un momento difficile, fosse anche solo la macchia rimasta sul bucato fresco di lavatrice.
O lo smarrimento profondo di una dolorosa perdita.
Quindi questo giorno è quel giorno speciale in cui rivolgo loro a chiare lettere il mio augurio, almeno una volta all’anno, al contrario dell'atteggiamento diffuso che riscontro in giro e stranamente proprio nelle altre donne.
Un augurio che parla di quanto le ammiri.
Di quanto le trovi belle dentro e fuori.

Dicendo loro che le voglio tutte proprio bene, e che sono felice che loro siano insieme a me.
(Presidentessa, a te in più Buon Compleanno!)

E per quest'occasione, invece della solita Torta Mimosa, Moi Le Chef presenta un’altra delizia che sollecita maggiormente il suo personale palato:
INSALATA RUSSA (per come si fa a casa mia)Ingredienti:
- 5 patate;
- 5 carote;
- 250 gr. di pisellini surgelati;
- 1 scatoletta di tonno o in alternativa 200 gr. di prosciutto a dadini o in alternativa 4 wurstel a dadini (a voi la scelta!);
- 1 barattolino di giardiniera sott'aceto;
- 1 barattolino di olive verdi in salamoia;
- uova sode, almeno 3;
- maionese;
- 1/2 limone;
- sale;
- pomodorini e foglie d'insalata per decorare
Far bollire le patate con le carote, senza averle sbucciate.
Far bollire i pisellini.
Far bollire le uova.
Nel frattempo iniziare a tagliuzzare in una terrina capiente olive, giardiniera, prosciutto o wurstel e appena saranno intiepidite anche le patate e le carote (adesso si che potete sbucciarle!).
Salare le verdure tagliuzzate, dopo aver aggiunto anche i pisellini.
Condire con la maionese (io metto il minimo indispensabile, perchè troppa poi mi nausea, ma qui va secondo il proprio personalissimo gusto) e il succo di limone.
Nel caso aveste optato per la versione al tonno (e quindi senza wurstel e senza prosciutto - spero!) conviene mescolarlo direttamente insieme alla maionese e al succo di limone, a parte, utilizzando un minipimer: risultato garantito!
Adesso si può decidere di presentarlo in 2 modi differenti.
O si pone su un piatto da portata, magari su un letto di insalata e lo si decora tutto sopra con pomodorini, fettine di uovo sodo, di olive, ghirigori di maionese etc. etc.
Oppure si compongono mattonelline singole al centro in ogni piatto, si ricoprono con una "mimosa" di tuorlo d'uovo sbriciolato fine e tutt'intorno si dispongono piccole porzioni di: ananas sciroppato, asparagi lessati, anguilla affumicata (bene anche il pesce spada o il salmone affumicato), pomodoro, olive, melone giallo, prosciutto in fetta - sia cotto che crudo, formaggio, cetriolini in agrodolce, bastoncini di carote.
Quest'ultima idea l'ho presa nel cosidetto Caffè di Famiglia, un posto delizioso dal sapore un po' retrò in cui rifugiarsi a Roermond, in Olanda (sono olandese, per parte di madre): anzi, a pensarci bene l'insalata russa che preparano loro è il mio piatto preferito lì... buono e soprattutto molto bello da vedere. Ogni boccone ha un gusto nuovo, ed ognuno è molto delicato.
A casa mia la si prepara non appena c'è aria di festa: Natale, Pasqua o anche una cena a casa di qualcuno.

Ancora auguri a tutte!

sabato 7 marzo 2009

SABATO POMERIGGIO



Stamattina ovviamente a lavoro: riunione nell'altro ufficio, si parla di mutui e nuove convenzioni.
Fa freddo, alla radio dicono che sull'Etna nevica così tanto che sconsigliano vivamente di salire in quota che tanto è tutto chiuso, gli impianti fermi e c'è la nebbia ovunque.
Anche da Donatella stanotte ha incredibilmente nevicato.
E qui tutt'ora il vento è sempre forte e gelido, e spinge avanti grossi nuvoloni.
Io un inverno così non lo ricordo...
E' un sabato pomeriggio di quelli che piacciono a me.
Ho già sbrigato tutto quello che mi ero programmata.
E adesso sono sola in casa con il mio dolce gatto (che poi è femmina, ma noi la chiamiamo gatto lo stesso....)
Mangio.
Poi faccio per un po' zapping, lunga per tutto il divano.
Contemplo il senso di ordine che c'è intorno a me (ma anche dentro, finalmente) e dopo un po' mi muovo verso la cucina mentre fuori il cielo diventa sempre più nero.
E' tempo di torta fatta in casa, di un bel tè caldo con una fetta di limone profumato, appena raccolto.Per non sentirmi troppo in colpa opto per una versione light, quella della ricetta che mia zia Anna apprese ai tempi della sua esperienza alla Weight Watcher.
Mentre è in forno, e circondata da un profumo delizioso, mi collego al web....

venerdì 6 marzo 2009

ATMOSFERICHE INSTABILITA’ (E NON SOLO)

Marzo pazzo, pazzerello/
cosa porti nel tuo ombrello?


Alle elementari un anno insegnarono a tutte le classi della scuola questa poesia, io però ne ricordo solo l’incipit (Mia Sorella invece sa andare avanti per qualche altra strofa).
Oggi mi sento così, come questa giornata di Marzo.
Ci sono ore in cui tutto splende.
Poi viene il diluvio.
Un vento fortissimo a distruggere ogni cosa.
Poi la calma di nuovo.
Da stanotte lo zio Iano, fratello della nonna, non c’è più e anche se non lo vedevo praticamente mai di lui mi mancherà in particolare una cosa: l'opportunità, seppur remota, di poterlo guardare in viso ed eventualmente rivedere i tratti di lei.

E’ una brutta sensazione percepire come il passato alle tue spalle inizi a sgretolarsi, per quanto naturale sia…

martedì 3 marzo 2009

VOGLIO L’ESTATE

Giornate splendide, una dietro l’altra, in un colorato anticipo di Primavera.
Si, l’intensità della luce sta cambiando velocemente, i pomeriggi (finalmente) si allungano, il mare è sempre più spesso calmo e tranquillo.
Cieli sereni anche nella mia mente.
Ho anche abbandonato il cappotto in favore dello smanicato leggero.
Forse un po' troppo affrettata, lo so, ma è più forte di me.Scendo ogni giorno dalla Panoramica e da lassù guardo il mare, guardo il cielo e la mia città, poi penso a Piera, ogni volta da quel punto, e sorrido.
Si, voglio l’estate…

lunedì 2 marzo 2009

E IO PAGO!

Ieri era domenica, una grigia domenica di fine inverno.
Non volevo restare a letto, e non volevo neanche veramente alzarmi. Ma già da un po’ ho la necessità di cambiare l’auto, che la mia Fida Mangiapetrolio (leggasi Fiesta 16V) inizia a cedere all’incedere del tempo e se continua così uno di questi giorni mi ritroverò con lo sterzo in mano, seduta sulla poltrona arenata sull’asfalto e tutt’intorno uno spargimento di pezzi e rottami immobili.

E poi consuma ed inquina alquanto.
Insomma, ieri decido che è arrivato il tanto atteso momento di fare qualcosa di veramente concreto al riguardo per cui mi alzo, faccio colazione, mi lavo, mi vesto ed esco in fretta, diretta alla Concessionaria più lontana (si, giusto, ho scritto proprio quella più lontana che mia sorella mi ha detto che lì sono più gentili, e anche Simona l’ha detto, per cui sarà vero).
Già è un bel po’ che faccio ricerche in proposito, ho stabilito qual è il modello che voglio e nel frattempo hanno pure approvato gli eco-incentivi, fino a 6.000 €. per la mia vecchia auto… wow!
Quindi: oggi o mai più! 

Insomma vado là e trovo questo ragazzo davvero gentile, paziente e chiaro nelle spiegazioni, che mi presenta un preventivo niente male.

Certo gli eco-incentivi risultano essere molto inferiori alle previsioni, in pratica poco meno di 3.000 €. ma,,,, me lo aspettavo. 
Vuoi, o non vuoi, non è mai esattamente quello che pubblicizzano.

Dunque se decido, e ho tutto il mese per pensarci, per i prossimi 8 anni dovrò pagare 120 €. al mese che a ben pensarci non è poi una rata così pesante – sempre se la nave, qui, non va a fondo!
Meno male che c’è crisi, e che io sono sempre con lo stipendio in ritardo.
Meno male che, meno soldi ho, e più spendo.
E questo sarebbe il 3° finanziamento 3° nel giro di appena 20 giorni.
Ma sono quasi del tutto decisa, anche perché non credo di avere molte altre alternative.
Prima o poi resterò davvero solo con lo sterzo in mano e allora saranno guai.
Almeno così avrò una bella utilitaria nuova. 
Sicura.
Ecologica.

E poi non so perchè ma credo/ho sperimentato che i soldi tornano solo se li fai girare, e vale anche se ne hai pochi.
A tenerli al calduccio sotto il materasso, secondo me non è tempo, nè io sono cosa.
Perché ho imparato che non è detto che domattina ci sei di nuovo, quindi carpe diem!
Che chi ha tempo non aspetti tempo.
E chi campa paga.
(E infatti…)

Basta con conteggi e valutazioni!
Prima che finisca la stagione mi addolcisco la vita con delle buonissime:

CREPES ALL’ARANCIA (always in my way, of course)

Ingredienti:
- ½ L. di latte circa;
- 150 gr. di Farina 00 circa;
- 1 uovo intero;
- 1 pizzico di sale;
- 1 bustina di vanillina;
- 3 arance non trattate (personalmente preferisco la varietà Tarocco);
- 4 di cucchiai di zucchero di canna;
- una noce di burro circa;

Piccola premessa: questa ricetta io la faccio ad occhio, non peso MAI, cioè, gli ingredienti quindi le quantità andranno adattate secondo necessità.

Iniziamo: sbatto l’uovo intero in una terrina con le sponde alte, aggiungo un pizzico di sale e, a piccole dosi, la farina setacciata.
Ripeto: io vado ad occhio quindi la quantità potrebbe variare, in pratica mi fermo quando capisco che lo sbattitore elettrico inizia a fare un po’ di fatica.
Aggiungo la bustina di vanillina, il latte a filo e, al solito, mi fermo solo quando il composto raggiunge l’aspetto di una pastella liquida ma non troppo.

Metto la padellina per le crepes sul fuoco, faccio riscaldare e pongo al centro un piccolo pezzetto di burro che farò spandere su tutta la superficie, facendo attenzione a non farlo bruciare, quindi verso sopra un mestolo di composto e con un paio di movimenti rotatori lo faccio allargare per tutta la superficie. 

La prima viene sempre piuttosto bruttina, non so perché ma è così!
Anche dopo anni di esperienza… 

Procedo allo stesso modo finché avrò terminato tutto il composto.

Lavo bene le arance, le spremo e prelevo con un coltellino ben affilato parte della buccia (ma solo la parte arancione, tralasciando completamente il bianco), tagliandola poi tutta a julienne.

Metto in un pentolino il succo delle arance con un paio di cucchiai di zucchero e porto a bollore, aggiungo la buccia a julienne e lascio sul fuoco basso per qualche minuto.

Dispongo una crepe al centro di un piatto, irroro con lo sciroppo ottenuto e la arrotolo su se stessa, ripeto l'operazione con un'altra (in genere ne metto 2 per piatto), bagno ancora un po’ e cospargo con altro zucchero. E via dicendo...

Secondo me vanno consumate subito, ancora tiepide.

Per quelli come me attenti, o semplicemente curiosi, riguardo ciò che mettono sotto i denti:

ARANCIA: contiene sia nella polpa che (maggiormente) nella buccia Ferro, Calcio e Vitamina C. Quest’ultima soprattutto svolge una funzione antinfiammatoria, antiossidante, protegge il sistema immunitario e favorisce l’assorbimento del ferro; inoltre – importantissimo! - contrasta gli effetti dannosi del fumo.

ZUCCHERO DI CANNA: è composto in parte degli stessi elemeni dell'arancia (Ferro, Calcio e Vitamina C) in più è ricco di sali minerali di cui invece è povero lo zucchero semolato (quello bianco) poichè passa attraverso troppi processi di raffinazione.

FACCIAMO FINTA CHE…

Facciamo finta che io mi sia appena comprata una bella casetta, tutta mia.
Una bella casetta comoda, un po’ piccola ma accogliente.
Facciamo finta che mi siano rimasti anche dei soldini per sistemarla come piace a me, con gli infissi bianchi, con la porta del bagno con i tulipani colorati, con dei bei divani su cui spalmarsi la sera al ritorno da lavoro e il parquet a tavole grandi e sbiancato come in quel ristorantino di San Leone, con una stanza per gli hobby color giallo senape, con il mio adorato lampadario di Ballando con le Stelle sistemato da qualche parte ma soprattutto con una bella, calda, luminosa cucina nella quale esprimere parte della mia creatività e tutto il mio amore per la convivialità.
Facciamo finta che io abbia un paio d’amici a cena, che fuori faccia freddo, che in casa ci sia un piacevole tepore.
Preparo 2 bucatini.
La pasta mi piace sempre.

E un buon dolce.
Facciamo finta che di mattina io sia pure andata al Mercato d’Ortigia, che si sa quanto mi piace gironzolare tra pomodori rossi e maturi, basilico fresco e la luce accecante del sole.
Alle 19.40 sono già a casa (a questo punto si può anche far finta che per strada non ci sia mai traffico e che il parcheggio si trovi sempre accanto al portone!), pronta a mettermi ai fornelli…
perché stasera le Chef (moi!) presenta:

BUCATINI ALL’AMATRICIANA:
Ingredienti (per 4 persone):
- 300 gr. di guanciale di maiale o pancetta affumicata, in cubetti;
- 1 cipollotto;
- ½ bicchiere di aceto di vino;
- 200 gr. di pomodori Ciliegino;
- 1 bicchiere circa di passata di pomodoro;
- 400 gr. di bucatini;
- 1 mazzolino di basilico;
- ½ cucchiaino di zucchero;
- olio extravergine di oliva;
- ½ peperoncino;
- sale q.b.;
Mondare e affettare la cipolla e mettere a soffriggere nell’olio insieme al peperoncino.
Prima che si colori troppo aggiungere il guanciale di maiale in cubetti, rigirare di tanto il tanto, finché risulta cotto. Aggiungere l’aceto e fare sfumare.
Versare a questo punto i pomodorini tagliati in 2 e dopo qualche minuto la passata di pomodoro, il basilico spezzettato a mano e il ½ cucchiaino di zucchero.
Coprire dopo aver salato e lasciare cucinare per circa 10 min.
Nel frattempo cucinare la pasta, scolarla al dente e saltarla in padella e cospargere con foglie fresche di basilico.
Io preferisco servire in una bella spaghettiera, da mettere al centro della tavola.

ROLLE’ ALLE FRAGOLINE DI BOSCO: Ingredienti:
- 4 uova;
- 4 cucchiai d’acqua calda;
- 150 gr. di zucchero;
- 1 limone;
- 150 gr. di farina 00;
- 1 cucchiaino di lievito per dolci;
- 1 pizzico di sale;
- 1 cestino di fragoline di bosco;
- ¼ L. di crema pasticcera;
- ¼ L. di panna fresca montata;
- zucchero a velo;
Preparare la pasta per il rollè lavorando i tuorli con i 4 cucchiai d’acqua calda e lo zucchero (consiglio: ricordatevi di lavorare il tutto in un recipiente posto a bagnomaria, così da permettere una resa più spumosa dell’impasto). Aggiungere la scorza grattugiata del limone.
A parte montare gli albumi con un pizzico di sale ed unirli poi delicatamente al resto. Incorporare con la massima attenzione la farina e il lievito.
Versare in un ampia teglia su un foglio di carta forno e porre in forno a 180°C per 10 min. Appena sfornato disporre la pasta su di un canovaccio, staccare con attenzione il foglio di carta da forno, arrotolare con tutto il canovaccio e mettere in frigo per 30 min. Questo procedimento permette alla pasta sia di assumere la forma arrotolata e sia di mantenere un giusto grado di umidità – e quindi di elasticità (insomma: non si sbriciolerà nei passaggi successivi!)
Preparare la crema pasticcera (come indicato sotto) e non appena si sarà raffreddata unirla, in rapporto di 1:1, con la panna montata (si ottiene così la Crema Chantilly).
Aprire il rollè e farcire all’interno con la crema, quindi cospargere con le fragoline precedentemente lavate e asciugate delicatamente.
Arrotolare, disporre sul piatto da portata e spolverizzare con zucchero a velo.

CREMA PASTICCERA:
Ingredienti:
- ½ L. di latte;
- 2 tuorli d’uovo;
- 1 limone;
- 1 bustina di vanillina;
- 2 cucchiai colmi d’amido;
- 125 gr. di zucchero;
Mettere sul fuoco il latte, la vanillina e la scorza del limone.
Lavorarei tuorli d’uovo con lo zucchero.
Sciogliere l’amido in un poco di latte e poi unirlo a quello messo sul fuoco e continuare a mescolare.
Appena il latte comincia l’ebollizione versare a filo nel composto di zucchero e uovo e riportare poi il tutto nella pentola e sul fuoco, ma NON FARE BOLLIRE: potrebbe impazzire!
Tenere quindi, per i 5 minuti di cottura, la fiamma molto bassa e allontanare dal fuoco quando necessario.

Varianti: Crema Chantilly> unire, con rapporto 1: 1, panna montata alla crema appena raffreddata; Crema al Cioccolato> aggiungere al latte 2 cucchiai di cacao amaro in polvere; Crema al Caffè> aggiungere al latte 2 cucchiai di caffè macinato a velo; Crema al Limone> aggiungere al latte la scorza grattugiata di un altro limone; Crema con i Biscotti > versare la crema calda in piccole coppette, intervallando con strati di biscotti secchi
. Porre in frigo per un paio di ore e servire a piacere con una nuvoletta di panna montata.

Buon appetito!
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