Capita di svegliarsi alle 3.30 del mattino e, nonostante le poche ore di sonno, di uscire bella e pimpante per affrontare una giornata che ancora non è iniziata mentre c'è chi ancora deve andare a dormire.
Capita di dover attraversare l'intera Sicilia con la macchina, mentre il sole sorge e disegna strani giochi di luce sul fumo che esce copioso dall'Etna e poi sulle nuvole che sono stranamente basse e cupe al centro di questa isola, fra le montagne alte, i campi dorati, le mucche ruminanti nell'odore di terra bagnata e pioggia ch eentra dai finestrini aperti.
(A Luglio? Al centro della Sicilia? Eh si, pioggia!)
(A Luglio? Al centro della Sicilia? Eh si, pioggia!)
E poi, quando la tentazione di cedere ad un piccolo sonnellino sembra primeggiare su tutto, spunta nuovamente il mare, con il suo meraviglioso blu, e poi spunta anche Palermo, e con essa tutta la trafila di file e documenti che certe volte mi chiedo come faccio a restare calma, nonostante tutto, che sono seconda e dovrei sbrigarmi in breve ma il sig. Giuseppe si perde nei meandri dell'ospedale, tutte le altre mi passano davanti perché solo lui è l'addetto alle firme e ai bolli, così necessari, ma alla fine basta un sorriso, una battuta gentile e, purtroppo, ci si passa sopra per l'ennesima volta, fino alla prossima volta.






