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domenica 5 maggio 2013

ISPIRAZIONI DI PRIMAVERA

Tengo molto al Pranzo della Domenica.
Forse perché lavorando tutto il giorno con orario super-continuato, e vivendo di pseudo-spuntini simil-leggeri, il rito lento di un pasto fatto e mangiato come si deve, in tempi e modi che lasciano spazio a tutto quello che lo circonda, diventa per me un fatto necessario, oltre che rigenerante.

Questo piatto l’ho scoperto, per lo scorso compleanno, grazie all’Osteria dei Sapori Perduti di Modica (un delizioso posticino nel cuore del centro storico, in cui vengono prevalentemente serviti piatti della tradizione iblea).
La variazione dei ravioli con broccoletti e salsiccia, invece che con il classico Sugo di Maiale, ci ha così piacevolmente sorpresi da volerlo ricreare ancora diverse volte, una volta a casa. Anche per la pasta ho sperimentato un’altra variante, e anche in questo caso sono rimasta piacevolmente sorpresa: l’impasto è risultato elastico e morbido al punto giusto!

domenica 8 aprile 2012

UNA PASQUA SERENA, PER TUTTI!!!

Stamattina mi sveglio comunque presto.
Ho da preparare delle cose da portare per il pranzo corale di Suocera e Cognata Gentile.
Uomo di Ghiaccio dorme ancora e fuori c’è il sole che corre veloce dietro alle nubi bianche e spumose.
C’è silenzio, calma, si sente solo il vento fra le palme.
C’è Pace.
Una Domenica di Pasqua piena di pace, fuori e dentro di me.
Ringrazio Dio, mentre inizio a vestirmi.
E nelle orecchie risuona inaspettata la voce di Padre Nino che, in una calda mattina di Luglio nella sua breve omelia, ci guarda tutti dritto negli occhi, ripetendo:
- “Donne, chi cercate? Chiediamoci anche noi, come l’Angelo al Sepolcro: chi cerco veramente… cosa cerco? Chi pensiamo sia Gesù? Cosa cerchiamo in lui?”

Una valanga di sensazioni e pensieri mi riempie la mente.
Inizio a stendere la pastafrolla, e penso a cosa cercavo in quei giorni, a cosa cerco oggi.
In un attimo rivedo tanti momenti della mia vita: il tempo si espande e si contrae senza regole, ma tanto… a chi servirebbero?
Capisco di avere finalmente delle risposte.
Mi rendo conto di avere un rapporto stabile con Gesù, di aver instaurato con Lui un rapporto reciproco di conoscenza, di confidenza, dopo esserci a lungo cercati e rincorsi.
Le parole e le riflessioni eteree di un tempo si sono trasformate in fatti concreti, senza tradirne l’essenza.

- “Il cuore rivolto a Dio e le mani immerse nella Storia”

Una gioia incredibile si impadronisce del mio cuore.
Tutto ciò nel giorno della Pasqua.
Inforno la prima crostata:
- “Mela… facciamo colazione?”
Uomo di Ghiaccio s’è svegliato, la Storia quotidiana riprende il sopravvento, ma è illuminata da una nuova consapevolezza.

Buona Pasqua di cuore a tutti!

LA CROSTATA DI RICOTTA (potevo non ricominciare a postare ricette con un dolce che non fosse di ricotta?)
Ingredienti:
(per la pastafrolla: la dose è calcolata su 1 kg. di farina, per questa crostata io ne ho usata 1/3):
- 1 kg. di farina 00;
- 600 gr. di burro;
- 4 tuorli;
- 400 gr. di zucchero;
- 1 pizzico di sale;
- la scorza grattugiata di 1 limone, oppure aroma alla vaniglia;

(per la farcia)
- 600 gr. di ricotta fresca di pecora;
- 150 gr. di zucchero semolato;
- 3 uova intere;
- 2 cucchiaini di cannella in polvere;
- gocce di cioccolato fondente, q.b.

Ultimamente ho preso l’abitudine di impastare la pastafrolla, 1 chilo (di farina) per volta, e congelarla (dopo aver suddiviso in panetti l’impasto ottenuto).
Il giorno prima la passo in frigo e l’indomani, et voilà, è pronta per essere stesa, dopo averla velocemente re-impastata.
Foderare la teglia con la pastafrolla, dopo averla unta con il burro.
Bucherellare il fondo e farcirla con il composto di ricotta (ottenuto lavorando la ricotta con lo zucchero, le uova, la cannella e il cioccolato).
Con la pastafrolla avanzata creare delle striscioline, con le quali decorare la crostata.
Infornare a 180°C. per circa 45 minuti.
Sfornare e far raffreddare per bene...
... ancora auguri a tutti!

martedì 8 novembre 2011

I LOVE YOU... WITH A CAKE!

Era un po’ che questa idea mi frullava per testa.
E da un po’ non mi lanciavo nella preparazione di un dolce, una torta, un dessert.
Poi mi sono imbattuta in questo, e già il solo titolo del blog (La Vita Segreta delle Torte) mi aveva convinta a partecipare, qualsiasi fossero state le regole.
Inoltre il sig. Luciano aveva sul banco queste pere un po' bruttine, ma profumatissime e dolcissime.

lunedì 28 febbraio 2011

ARDUE CONVINZIONI...

Perché per me Domenica significa (anche) un bel piatto di pasta al forno!
Ed era un po’ che ci fantasticavo sopra.
Mi sarebbe piaciuto fare tutto in casa, anche la sfoglia con le uova e tirata a mano, ma poi la faccenda diventava troppo complicata e lunga e io, la domenica mattina, come tante altre donne, devo necessariamente fare tante altre cose, tra cui pulizie e spesa ad esempio.
E mi rifiuto di alzarmi prima delle 8, se non strettamente necessario.
Ma pasta doveva essere, e pure al forno e quindi:

domenica 13 febbraio 2011

LOVE IS IN THE AIR!

Domani sarà San Valentino.
Io sono tra quelli che lo festeggiano.
Perchè vero è che il proprio Amore dovrebbe essere festeggiato ogni giorno, così come la propria Mamma, il Papà, così come si dovrebbe essere tutti più buoni non solo a Natale ecc. ecc. ecc., però alla fine non è così, c’è sempre questo continuo correre che ci assilla tutti, le quotidiane e più diverse distrazioni, per cui non è mai il tempo di fermarsi e dire alle persone che amiamo quanto teniamo a loro.
Allora, credo, un giorno come la Festa degli Innamorati (o come dico io, delle persone che si vogliono bene, includendo una ben più ampia fascia di persone all’interno di questa celebrazione) può trasformarsi in un occasione come un’altra per farlo, e non ci vedo nulla di male.
Senza dimenticare che a me piace sempre avere un motivo per fare festa, per preparare qualcosa di buono, per incartare un pacchettino.

giovedì 6 gennaio 2011

BUONA EPIFANIA A TUTTI!

Arriva l’Epifania, e tutte le feste si porta via...

Un po’ mi fa tristezza.
Un po’ no, che forse è tempo di riprendere i vecchi ritmi per fare nuove cose.
L’anno è appena iniziato e siccome il ferro va battuto finché è caldo, probabilmente dovrei approfittare della spinta energica data dai recentissimi buoni propositi (… e anche dal surplus di calorie introdotte!)

Intanto, causa forte vento freddo (che invoglia – e giustifica! – sempre, ed in vista della prossima penuria, che a questo punto del punto vita bisogna mettere in atto un po’ di restrizioni alimentari!) dopo pranzo e prima del caffè ci siamo coccolati con questo:

lunedì 13 dicembre 2010

SANTA LUCIA/2

Poteva mancare il più classico dei dolci, tra i più caratteristici di questa festa?
Potevo non sperimentare qualcosa di cui avevo solo sentito parlare un sacco di volte (soprattutto da Piera la Grande) ma che non avevo mai mangiato, né visto fare (perché a casa mia non si usa)?
E poteva Uomo di Ghiaccio non gradire un dolce che è a base di ricotta?
No, no e ancora no!LA CUCCìA DI RICOTTA


Ingredienti (per 4 persone):
- 100 gr. di grano saraceno;
- 100 gr. di ricotta di pecora;
- 2 cucchiai di zucchero a velo vanigliato;
- 1 cucchiaio di zucchero semolato;
- 1 cucchiaio di canditi;
- 1 cucchiaio di gocce di cioccolato;
- 1 pizzico di cannella in polvere.

Cuocere il grano saraceno secondo le indicazioni riportate sulla confezione, e cioè lessarlo in abbondante acqua salata e bollente, per circa 10-15 minuti, quindi far raffreddare.


Lavorare, con una forchetta, la ricotta e lo zucchero (si dovrebbe poi passarla con il setaccio, ma noi amiamo la versione meno raffinata!), unire le gocce di cioccolato, la cannella, i canditi ed infine il grano cotto.


A questo punto io ho fatto delle palline abbastanza grandi, piuttosto che lasciare la cuccìa informe dentro le singole ciotoline (inaugurate per l'occasione!): il composto è bello consistente e si può facilmente lavorare con 2 cucchiai, tipo quenelle (un po’ obese, a dire il vero…).

Porre in frigo almeno mezz’ora, prima di servire.
.
... OPS! QUASI DIMENTICAVO: TANTISSIMI AUGURI A TUTTE LE LUCIE!!

giovedì 11 novembre 2010

STRANEZZE D'AUTUNNO

Altro che Autunno inoltrato, castagne, zippole, vino novello e S. Martino...
Io mi sento come se fosse appena entrata la Primavera!

Complice l’aria tiepida di questi venti di Scirocco, ed un’allegria che non provavo da un po’, me ne vado in giro con il cuore leggero, annusando l’aria come faceva il nostro gatto (che però era una gatta!).
Non sento stanchezza, non vedo motivi di arrabbiature, né di nervi, e finché dura me la godo.
E a dolcezza aggiungo dolcezza, che laddove c’è (di nuovo) Uomo di Ghiaccio necessariamente trovasi pure una “vascedda” di ricotta.
E siccome nel frigo l’altra sera non c’era niente altro, ma dovevasi festeggiare in ogni modo, e per cena ci si arrangiava (per sua somma gioia) con un bel piatto di spaghetti (appunto!) con la ricotta, per dessert che avrei sperimentato ordunque?
Esatto!

mercoledì 27 ottobre 2010

DEI "RIEMPIMENTI"... DI PANCIA!!!

Leggendo questo post di Ginestra mi sono venuti in mente tanti ricordi.

In un attimo mi sono ritrovata catapultata al tavolo da cucina insieme a mia nonna, ormai vedova e periodicamente in casa nostra, un giorno che lei decise di fare le “scacce” (o impanate, che dir si voglia).
In pochissimo la nostra cucina si riempì dei profumi tipici di casa sua, ed in breve i suoi segreti divennero i miei: infatti mentre procedeva lasciava il passo a me, per controllare se insieme alle sue preziose spiegazioni (la pasta va lavorata bene: deve diventare come seta… la ricotta dev’essere ben asciutta, ed i condimenti devono essere freddi sennò la pasta si spacca… se la” scaccia” si colora troppo in fretta metti sopra il sacchetto di carta del pane bagnato…) avessi ben capito la consistenza dell’impasto, la giusta sequenza di manualità e dosi, eccetra…


Era da tanto che non mi chiudevo in cucina con desiderio di fare bene.
E avevo voglia di riportare qualcosa di lei tra di noi, soprattutto nella mente e nel palato di mio padre.

lunedì 19 luglio 2010

FOLLIA E'...

Follia è...
decidere di usare il forno in un pomeriggio rovente come quello di ieri.
Essendo inoltre noi stessi incandescenti dopo tutto quel sole e quel mare.
Ma tant’è, avevo deciso che l’avrei usato e così è stato.
Certo non l’ho ammesso ad Uomo di Ghiaccio.
(Sennò chi lo sentiva…)

Così ho preparato, ho cucinato, mi sono vestita, ho lasciato le imposte aperte calcolando spiragli e correnti, ho sperato che venisse un po’ di vento (se lo desideri, ecco, non verrà mai – ed infatti…) e sono uscita, che mi aspettavano per l’aperitivo, sperando che nel frattempo il calore domestico si sarebbe disperso.
Macchè.

Uomo di Ghiaccio (al rientro, per cena): - “In casa si soffoca... come mai? Fuori si stava molto meglio….”
Io: - “Già….”

FRITTATA DI RICOTTA E CIPOLLA

Ingredienti:
- 1 bella cipolla bianca;
- 4 uova;
- 200 gr. di ricotta;
- 1 pugno di parmigiano in scaglie;
- 2 cucchiai di pangrattato;
- olio extravergine di oliva;
- sale e pepe, q.b.

Mondare ed affettare la cipolla a velo.
Stufarla in un poco d’olio e acqua, finchè non diventa morbida.

Sbattere in una terrina le uova, la ricotta, il pangrattato, il parmigiano, il sale e il pepe, quindi aggiungere la cipolla e mescolare bene.

A questo punto si può versare in una teglia ed infornarla a 200°C per 15/20 minuti.
Oppure friggere in padella: in effetti si chiama “frittata” proprio perché andrebbe fritta (appunto!).
Ma al solito: il suo stomaco… la mia vescica… evitiamo!

Buonissima lo stesso!!
(A parte il caldo… mamma che caldo!)

domenica 14 marzo 2010

DOMENICA E' SEMPRE DOMENICA...


Alla radio “solo musica italiana”…
Io impasto e canticchio, Uomo di Ghiaccio ancora dorme…
Il tempo è incerto, il sole esce, poi si nasconde, il mare continua ad essere una furia.
Ma il cielo è sempre più blu, soprattutto nei miei pensieri.
Oggi Ravioli alla Ricotta, che è Domenica.
Ma senza Sugo di Maiale (che sarebbe il suo condimento perfetto: la morte sua, insomma... però siamo in Quaresima e siamo sempre ad evitare abusi per gastrite, colite, ecc.)
Quindi in pochi minuti faccio un delizioso sughetto con la salsa di pomodoro (conservata in bottiglie, la scorsa estate, da Cognata Gentile): uno spicchio d’aglio in un poco d’olio extravergine d’oliva, poi la passata, un pizzico di zucchero, un poco di sale e qualche foglia di basilico.
Rimestare con cura.

RAVIOLI DI RICOTTA

Ingredienti, per circa 40 ravioli, 
per la pasta:
- 300 gr. di farina di grano duro;
- 2 uova;
- ½ cucchiaino di sale;
- 1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva;

- acqua minerale naturale, q.b.

per il ripieno (come lo faceva mia nonna):
- 300 gr. di ricotta fresca, preferibilmente di pecora;
- 1 uovo;
- ½ cucchiaino di zucchero;
- una presa di sale;
- una macinata di pepe nero (o di noce moscata).

Porre la farina su una spianatoia e versare al centro le uova, precedentemente sbattute con il sale. Aggiungere l’olio, un poco d'acqua ed iniziare ad impastare, per circa 10 minuti.
Lasciar riposare la pasta, chiusa in un foglio di cellophane, per almeno mezz’ora.

Mescolare con una forchetta, in un recipiente, la ricotta, il sale, lo zucchero, il pepe e l’uovo finchè il composto non sarà omogeneo.
La ricotta sarà stata già posta precedentemente in un colino, in modo da perdere quanto più siero possibile.

Stendere la pasta abbastanza sottile ed iniziare a disporre il composto, con un cucchiaino, in piccoli mucchietti alla distanza di circa 2 cm. l’uno dall’altro, su uno dei bordi della sfoglia.
Ripiegare la sfoglia su se stessa e picchiettare con i polpastrelli intorno al ripieno, in modo da far uscire tutta l’aria e far aderire i bordi della pasta.
Tagliare le forme a mezzaluna con una rondella dentata o, in mancanza di essa, con il bordo di un bicchiere stretto.
Controllare che i bordi siano ben chiusi e sigillati e porre su un vassoio spolverato con abbondante farina, in modo da evitare che, in caso di eccessiva umidità della pasta o di fuoriuscita di eventuale liquido della ricotta, i ravioli si attacchino alla superficie sulla quale vengono poggiati.

Nel frattempo porre l’acqua sul fuoco, in una pentola capiente: non appena avrà raggiunto il bollore salare e tuffarvi dentro i ravioli.
Attendere che riemergano in superficie e dopo circa 2/3 minuti al massimo scolare bene, facendo attenzione a non romperli.
Condire e… buon appetito!


Note:

- Con la pasta avanzata, ho risteso la sfoglia e ho ricavato una porzione di tagliatelle che ho messo ad asciugare, dopo averle infarinate per bene… domani saranno consumate, con gioia, da Uomo di Ghiaccio;




- Ho disposto una decina di ravioli ancora crudi su un piccolo vassoio di cartone, ho messo nel freezer e dopo un paio di ore li ho riposti in un sacchetto per il gelo. Domani li scenderò a Bambinetta (che ne esce pazza!), dentro la borsa termica: basterà tuffarli, ancora congelati, nell’acqua bollente e salata.

lunedì 1 febbraio 2010

ISPIRAZIONI/2

Sabato mattina, dopo le rotture che ci hanno costretto all'alzataccia nonostante fosse (finalmente!) sabato, ci siamo regalati una bella passeggiata per Ortigia con colazione al sole, in Piazza Duomo.
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Dopodicchè mi sono dedicata alla spesa, quella grande, quella settimanale.
Entrata all'ipermercato vengo attirata subito dalle foglioline verdi degli spinaci freschi.
Mi ricordo allora di una ricettina letta appena il giorno prima sul blog di Cuoche dell'Altro Mondo... in effetti in frigo c'è la ricotta avanzata dalla cena di ieri sera... uhm... ci starebbe bene, al posto della feta...
Curiosa mi infilo nel corridoio della pasta per vedere se c'è quella Garofalo, di cui ultimamente leggo spesso.
C'è.
Okay, oggi a pranzo si fa questo:
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SPAGHETTI (ALLA CHITARRA) CON SPINACINI FRESCHI
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Ingredienti:

- 200 gr. di spaghetti (alla chitarra);
- 4 mazzolini di spinaci freschi;
- 1 spicchio d'aglio;
- 1 manciata di uvetta;
- 1 manciata di pinoli;
- 150 gr. circa di ricotta fresca;
- olio, sale e pepe q.b.
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Mettere sul fuoco la pentola per la pasta.
Lavare bene gli spinaci.
Far rosolare in una casseruola uno spicchio d'aglio nell'olio (io l'ho ridotto in piccoli pezzi).
Aggiungere i pinoli e l'uvetta e far insaporire un paio di minuti, quindi aggiungere gli spinaci ben puliti e scolati.
Salare, pepare e nel frattempo cuocere la pasta.

Scolare e far saltare nella casseruola, impiattare e servire cospargendo con pezzetti di ricotta.

PS: la prossima volta proverò a sostituire i pinoli con le mandorle sminuzzate....

giovedì 9 aprile 2009

LE LASAGNE CHE FACEVA MIA NONNA


Anche se, a dire il vero, per Pasqua mia nonna faceva quasi sempre i cannelloni con la carne del sugo di maiale... ma s'è rotto il Bravo Simac e quindi niente cannelloni, stavolta!
Certi anni, però, anche la Nonna alternava i cannelloni con queste deliziose lasagne, super ricche e stracondite, che non sfigurano per niente.
Anzi.

Mi ricordo che la cosa più bella della Settimana Santa, per me e Mia Sorella bambine, era partire con l'autobus da sole, per un'avventura che a noi sembrava in totale libertà, e che invece era sempre più che sicura e monitorata: mio papà ci affidava all'autista, al capolinea di Piazzale delle Poste di Siracusa, e mio nonno ci accoglieva alla Villa Comunale di Noto (mentre mia nonna controllava a distanza dal balcone del bagno, con tutte le rondini che svolazzavamo al tramonto). In mezzo noi, che per un'ora godevamo dell'illusione di un viaggio in totale autonomia, con la campagna in  festa ed i paeselli che si susseguivano avvicendandosi attraverso i grandi finestrini del bus!
Poi, dopo cena (nel 90% delle volte a base di verdura cotta e uovo alla coque), dopo aver sparecchiato e rassettato, avevamo il permesso di rimanere alzate fino a tardi con mia nonna e con mia zia Anna, nel rito culinario della sera del Sabato Santo, mentre il Nonno era già andato a dormire, nella quiete di quel silenzio rotto solo dal suo sommesso russare e dal ticchettìo rumoroso della sveglia a ricarica, suoni che si diffondevano attraverso il lungo corridoio al buio, mentre noi, nel nostro regno armeggiavamo tra quegli odori meravigliosi, con i nostri piccoli compiti assegnati, per preparare tutte insieme  -e con grande cura! - il pranzo dell'indomani, quando sarebbero arrivati tutti gli altri, i genitori, tutti gli zii e cugini vari.
E poi, una volta a letto, stanche ma soddisfatte, cedevamo il passo al sonno solo dopo aver sentito le campane della Cattedrale, dell'Immacolata e dell'Ecce Homo, suonare a Mezzanotte tutte insieme a festa, che il Signore era risorto ed era già Pasqua.

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