Nella speranza che almeno la sera regali un alito di vento che possa rinfrescare (almeno un poco) quest’aria immobile e soffocante guardo di nuovo nel frigo, che io proprio mi ci infilerei dentro per almeno un paio di giorni.
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Se le alici erano tristi, le pesche che giacciono nella scodella della frutta, mi appaiono piutosto sconsolate.
Se le alici erano tristi, le pesche che giacciono nella scodella della frutta, mi appaiono piutosto sconsolate.
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Siamo tutti qui, cose e persone, a boccheggiare senza pietà – anche se poi, considerando che ci sono stati anni in cui questa bolla d’afa e calura iniziava già a metà Maggio, dobbiamo ammettere che quest’estate ci è andata “di lusso”, nel senso che fino alla scorsa settimana la temperatura è stata perfetta, i cieli tersi e le notti addirittura fresche, che quando la sera siamo scesi in piazzetta il giubottino di jeans camminava fedelmente al mio fianco e/o sotto la sella dello scooter.
I vicini restano in spiaggia fino a tardi, mentre il sole cala regalando bagliori di fuoco che indorano tutto intorno a me.
Riosservo le pesche, cerco nella memoria la bottiglia del vino padronale che Il Capitano ha portato una sera di tanti mesi fa e, tra le pieghe dei ricordi, trovo anche l’odore ed il sapore delle famose
PESCHE GIALLE AL VINO DEL NONNO (almeno le poverine faranno una fine dignitosa…)
Ingredienti (per 2 persone):
- 2 pesche gialle;
- vino rosso, possibilmente invecchiato.
Ecco, questa piccola e veloce ricetta ha sempre caratterizzato i pranzi delle nostre estati di bambine, in villetta dai nonni al Lido di Noto.
Memorie lontane e carissime…
Si tornava dal mare, stordite e stanchissime, e la pasta era appunto quella con il pomodoro ed il basilico fresco, possibilmente raccolto in mattinata nell’orticello di famiglia; il secondo era spesso caratterizzato dalla Carne all’Aceto (e di cui presto dirò); ed infine, prima di fiondare tutti sui letti nella fresca penombra, al riparo del sole e del vento caldo, l'incredibile concessione: anche a noi bambine era dato il permesso di mangiare un pochino di quelle pesche con il vino (in effetti bello forte - ma il vino, gli anziani dicevano, fa buon sangue!).
Siamo tutti qui, cose e persone, a boccheggiare senza pietà – anche se poi, considerando che ci sono stati anni in cui questa bolla d’afa e calura iniziava già a metà Maggio, dobbiamo ammettere che quest’estate ci è andata “di lusso”, nel senso che fino alla scorsa settimana la temperatura è stata perfetta, i cieli tersi e le notti addirittura fresche, che quando la sera siamo scesi in piazzetta il giubottino di jeans camminava fedelmente al mio fianco e/o sotto la sella dello scooter.
I vicini restano in spiaggia fino a tardi, mentre il sole cala regalando bagliori di fuoco che indorano tutto intorno a me.
Riosservo le pesche, cerco nella memoria la bottiglia del vino padronale che Il Capitano ha portato una sera di tanti mesi fa e, tra le pieghe dei ricordi, trovo anche l’odore ed il sapore delle famose
PESCHE GIALLE AL VINO DEL NONNO (almeno le poverine faranno una fine dignitosa…)
Ingredienti (per 2 persone):
- 2 pesche gialle;
- vino rosso, possibilmente invecchiato.
Ecco, questa piccola e veloce ricetta ha sempre caratterizzato i pranzi delle nostre estati di bambine, in villetta dai nonni al Lido di Noto.
Memorie lontane e carissime…
Si tornava dal mare, stordite e stanchissime, e la pasta era appunto quella con il pomodoro ed il basilico fresco, possibilmente raccolto in mattinata nell’orticello di famiglia; il secondo era spesso caratterizzato dalla Carne all’Aceto (e di cui presto dirò); ed infine, prima di fiondare tutti sui letti nella fresca penombra, al riparo del sole e del vento caldo, l'incredibile concessione: anche a noi bambine era dato il permesso di mangiare un pochino di quelle pesche con il vino (in effetti bello forte - ma il vino, gli anziani dicevano, fa buon sangue!).
Le pesche che il nonno aveva preparato, con precisione e lentezza, aiutato dal suo inseparabile coltellino multiuso (che serviva per tutto: per l’innesto degli alberi, per affettare il pane, per suddividere i lacci che trattenevano le piante dell’orto, per sbucciare la frutta!).
Si procede così: si sbucciano le pesche, si tagliano in pezzi regolari, si mettono nei bicchieri e si ricoprono con il vino, dopodicchè si mette tutto in frigo affinchè tutto diventi bello fresco (circa un paio di ore).
Quando le pesche si saranno scurite (segno che hanno assorbito parte del vino) ed il vino diventa un po’ opaco e leggermente dorato (segno che parte del succo s’è mischiato al vino), ecco… allora sono pronte!
Si procede così: si sbucciano le pesche, si tagliano in pezzi regolari, si mettono nei bicchieri e si ricoprono con il vino, dopodicchè si mette tutto in frigo affinchè tutto diventi bello fresco (circa un paio di ore).
Quando le pesche si saranno scurite (segno che hanno assorbito parte del vino) ed il vino diventa un po’ opaco e leggermente dorato (segno che parte del succo s’è mischiato al vino), ecco… allora sono pronte!






