martedì 18 febbraio 2014

LATITANZE

(foto via web)
Latito.
Fra queste pagine e dentro di me.
Mi hanno messo a dieta, una dieta acidificante, per cercare di contenere eventuali infiammazioni alla vescica e dolori conseguenti.
E che significa cibi scialbi e piatti tristi, almeno in questa prima fase.
Sogno le olive, il peperoncino, cioccolata a palate, fritture ed intingoli sfiziosi, perfino la rucola che in genere non m'ispira granché, ma si sa: nulla genera la voglia di trasgredire quanto un divieto.
Intanto questa alimentazione aiuta e quindi, alla fine, per me va bene.
Ed infatti non è questo il vero motivo del mio malumore.
Il malumore nasce da tutte le difficoltà che sono legate a questa malattia - come se non bastasse - a tutta la maledettissima burocrazia che mi spossa nel profondo.
E queste giornate così umide, così pesanti.
Si, faccio molta fatica, ed invece di godermi i paesaggi surreali delle albe e dei tramonti di questi giorni, della luna piena che, questo mese, si nasconde dietro veli spessi di nebbia, brontolo come un vecchio mulo mentre faccio l'ennesima fila davanti ad uno sportello, o mentre mi spediscono da un ufficio all'altro per l'ennesimo buco nell'acqua, quando vorrei solo starmene da sola, lontana da tutti, immersa nei mie pensieri.

Si, passerà pure questa.
Ed intanto posso sempre cucinare cose buone e deliziose per tutti quelli che mi stanno intorno....

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