Illustrazione di David Renshaw
Mi ricorderò sempre dei tuoi modi gentili, del tuo dolce sorriso e delle tue gote rosee.
Dei tuoi occhi neri ed allegri nei quali rivedevo quelli di tua madre, mia nonna, di mia madre, tua sorella, e di mia nipote, tua pronipote, perché appartenere alla stessa famiglia è anche questo.
Di quando mi accogliesti traballante sul tuo bastone e mi portasti subito a guardare la moltitudine di foto nel corridoio, descrivendo tutte le generazioni che furono, che sono, che verranno.
Di quando mi raccontasti tutte quelle storie del tuo e del nostro passato, saltellando dall'inglese allo spagnolo, in un mix tutto nostro che ci permetteva finalmente di comunicare per la prima volta.
Di quando attraversavamo a braccetto il parco con il lago nel mezzo, e il castello nel mezzo del lago.
Della tua tenera commozione al 60esimo anniversario del vostro matrimonio, felice di poter festeggiare con tutti i tuoi cari intorno.
Del modo speciale che avevate, tu e lei, di guardarvi ancora in quel modo dopo così tanti anni.
Del Porto sorseggiato mentre la luce dorata del pomeriggio entrava dalle ampie finestre, regalandomi i pomeriggi più lieti e sereni di tutta la mia vita.
Non sono mai stata bene come durante quei giorni.
Li serberò nel mio cuore per sempre.
E conserverò anche il ricordo di questo speciale vostro reciproco amore, fedele e sincero, tenero e forte, chiedendomi come farà lei ora a sopravviverti.
Penserò sempre che hai avuto una vita bellissima, non facile ma molto generosa.
E mi piacerebbe domani andarmene come te ne sei andato tu, in pace, tra le braccia del tuo grande amore.
E se mi sento triste, è solo perché ho sempre più spesso la sensazione che il mondo si stia svuotando, pian piano, di gente speciale come te.
Ed è un vero peccato!