giovedì 7 luglio 2011

DEI MIEI SMARRIMENTI

Questa strana estate, tanto attesa e tanto piena di aspettative, è iniziata quasi in segreto.
Improvvisamente mi sono accorta che è passata una stagione intera, che sono passati mesi e settimane nei quali non ho avuto quasi il tempo di mettere il naso fuori e annusare l’aria.
Nello stesso tempo mi sono accorta che alcune cose non sono mai cambiate ma erano solo rimaste sotto la superficie a nascondere la loro vera faccia.
Altre cose sono andate avanti senza la mia presenza.
Tutto è accaduto o è rimasto fermo senza che io me ne accorgessi.
E’ una sensazione talmente sgradevole.
E’ come assistere alla vita dopo la propria dipartita.
Mi sono quasi “scordata” di me stessa, e dei miei cari…

E allora, al mio solito, non mi resta che pigiare forte il piede sul pedale del freno e dire semplicemente: basta!

Non era questo che volevo.
Perché io lo so quello che voglio, ma assurdamente ho perso il controllo sulle situazioni e ho lasciato che altri, le cose, il Destino, gli eventi decidessero per me, nella misura in cui mi è lecito decidere ed agire.
Questa, che doveva essere l’estate del riscatto, dopo tante estati infelici e/ o a metà lo sarà comunque.
Probabilmente lo sarà anche se in un modo nuovamente diverso, che qua le cose vengono riprogrammate di attimo in attimo.
E se da un lato mi sento stanca come mai e sfiduciata come spesso, farò in modo che sarà così.
Perché io, che credevo di non avere dubbi sulla mia lista di priorità, sono riuscita a stilarne e viverne una che non mi appartiene per nulla.
E non lo accetto.
Posso accettare allora le spiacevolissime conseguenze dei miei errori di valutazione, ma non la mancanza di una nuova possibilità di rimettere tutto a posto.
Queste giornate calde, umide e soffocanti mi piacciono.
Questa luce accecante che mi ferisce gli occhi tanto quanto il cuore mi piace…
E’ il calore e l’intensità del mio tempo, della mia terra e di questa strana consapevolezza.
E’ riuscire a capire di essere tornata a guardare il bicchiere mezzo pieno, nonostante la nuova prova dolorosissima che affronto.
E’ sentire di non essere sola, qualsiasi cosa significhi.
E’ avere l’opportunità di riprendere un filo interrotto e sperare che, attraverso quello, anche l’altro potrà essere nuovamente tra le mie dita.
E’ un buffetto sulla guancia da parte di chi Ti ama e dice:”ehi, stai attenta: così rischi davvero di cadere!”…
Finalmente non sono più a lottare contro le onde nel Mare della Confusione fra squali e pescecani, anche se questo non significa minimamente aver risolto i miei problemi.
Ora ci vorrebbe il vento favorevole, quello che spira dolce in prua e che mi riporti al sicuro in porto, a casa.
Perché se guardo il cielo sembra così…

2 commenti:

  1. Il cielo è sempre lo stesso, su di te, su di me, su tutti quanti è la stessa immensità.
    L'anno scorso ho letto un libro che ti consiglio
    "diario, 1941-1943" di Etty Hillesum (le bliblioteche l'hanno) che penso ti piacerebbe. Per me uno dei libri più belli che ho incontrato. E' il percorso di consapevolezza e di crescita della scrittrice, quello di cui parli anche tu. Ma lei era ebrea al tempo dei tedeschi..
    Un abbraccio, cara Mela
    "..ovunque tu lo guardi, non c'è dubbio che l'Universo ti si stia schiudendo come dovrebbe"

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  2. @Cinzia: scusa il ritardo con cui ti rispondo, solo ora riesco a rispondere ai commenti (nome/URL)...
    Grazie per il libro che mi suggerisci, non vedo l'ora che arrivino quei giorni a cavallo con Ferragosto per godere anche di qualche buona lettura: ti farò sapere!
    Un abbraccio a te!

    RispondiElimina

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