domenica 13 aprile 2014

E' QUASI PASQUA...

(foto via web)
E' trascorsa anche quest'ultima domenica, e con essa è finita pure questa Quaresima.
La settimana appena passata è stata densa di riflessioni, complici gli eventi organizzati dal Santuario.
Una serie di pensieri continua ad affacciarsi nella mia mente, scivolano nel cuore cercando risposte che sembrano essere sul punto di arrivare e poi... poi ritornano indietro confuse, timide, incerte, timorose.

Mi avvicino in punta di piedi a tre concetti, che continuano e sfuggire ma sui quali mi è stato chiesto di riflettere: croce, pane spezzato e sepolcro vuoto.
Poi, seduta sui gradini del Teatro Greco sotto un meraviglioso cielo trapuntato di stelle, mi trovo a pensare al tradimento, e capisco quanto la vera infedeltà è quella contro l'amore che ci viene donato. Mi soffermo su quello estremo di Giuda, a quello triplice di Pietro, ai discepoli che non riuscirono a vincere il sonno al Getsemani, ma soprattutto a tutte le volte che ho tradito io. E mi consola e mi conforta sapere che Gesù è sempre lì, e che con il suo sguardo ti invita nuovamente a camminargli accanto, nonostante noi tutti siamo venuti meno proprio nel momento più difficile della sua vita.
Penso infine a queste cose di cui si è parlato ieri, che hanno calmato il mio respiro... alla Conversione che include tutta una serie di conversioni, e sopratutto a questa idea per cui ogni donna è intrinsecamente madre per la sua stessa natura, indipendentemente dall'aver generato un figlio.
Capisco un po' di più quanto il cibo eucaristico è, prima di tutto, fare la volontà del Padre.

Le mie ferite non bruciano più tanto, quasi non esistono in questo attimo di sospensione, in cui tutto mi pare possibile e tutto mi pare meraviglioso anche se vedo che meraviglioso proprio non è.
Le ferite forse pian piano stanno diventando feritoie, e attraverso esse, pian piano, inizia a passare la luce.

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