Da dove iniziare?
No so, probabilmente dal mio stato d’animo che è un chiaro indicatore di ciò che (mi) accade: altalenante.
No so, probabilmente dal mio stato d’animo che è un chiaro indicatore di ciò che (mi) accade: altalenante.
.
Ci sono giorni in cui mi pare di aver finalmente raggiunto la matura età e con essa una maggiore conoscenza della vita, di me stessa all’interno di essa.
Mi illudo allora di aver trovato una parte delle Risposte.
Ci sono i giorni in cui resetto ogni qualsivoglia forma di ottimismo e buona volontà e mi butto per terra, depressa e oppressa, incapace di formulare alcuna domanda.
Nel mezzo sensazioni di limbo.
Papirescenza (si sta, immobili, come un papiro alla Fonte Aretusa…)
Ma non è una novità: sono in parte fatta così, solo che ora è tutto un po’ più enfatizzato.
E, probabilmente, più che a causa della mia crisi professionale ciò è dovuto al fatto che ad Aprile compirò quarant’anni.
Ci penso molto.
E’ un vero traguardo, e anche un nuovo punto di partenza.
E’ una linea divisoria.
E’ un ponte tra il prima che ho vissuto e il dopo che vivrò.
Da cui vedo la strada che ho fatto, senza riuscire a vedere dove porterà la strada che inizia da là.
E’ un rigo sul foglio dove sopra stanno gli addendi e sotto la loro somma, e questa non può (non dovrebbe) essere un numero negativo, anche se il rischio grande c’è.
Ed è questo che mi angoscia.
Ma è anche una nuova occasione, perché se anche fino a quel giorno dovessi scoprire di aver proprio vissuto male ed in modo sbagliato, potrei ricominciare da capo e dar vita ad una mia nuova vita.
E siccome io temo questo, di aver perso troppi treni, compiuto scelte sbagliate ed intrapreso strade che non portavano da nessuna parte ho bisogno fortissimamente di pensare che questo possa essere/sarà l’Anno della Rinascita, della Seconda Vita, del Riscatto.
Ho una grande ansia per il futuro perché mi spaventa quello che vedo e che sento.
Ma sono nel tempo della Verità, quella detta soprattutto a me stessa.
Quindi guardare che c’è tanto male ma vedere anche che una discreta quantità di bene è ancora possibile.
Non so se definirmi una depressa con speranza o un’ottimista disperata.
Vale tutto, in questo momento.
E’ che ho aperto le porte, sto abbattendo dei confini, o meglio, li sposto verso l’esterno.
Tutto (o quasi) purchè non mi senta il papiro che sotto il sole, o la pioggia, continua a starsene dritto con le radici ammollo e le foglie stecchite.
Ci sono giorni in cui mi pare di aver finalmente raggiunto la matura età e con essa una maggiore conoscenza della vita, di me stessa all’interno di essa.
Mi illudo allora di aver trovato una parte delle Risposte.
Ci sono i giorni in cui resetto ogni qualsivoglia forma di ottimismo e buona volontà e mi butto per terra, depressa e oppressa, incapace di formulare alcuna domanda.
Nel mezzo sensazioni di limbo.
Papirescenza (si sta, immobili, come un papiro alla Fonte Aretusa…)
Ma non è una novità: sono in parte fatta così, solo che ora è tutto un po’ più enfatizzato.
E, probabilmente, più che a causa della mia crisi professionale ciò è dovuto al fatto che ad Aprile compirò quarant’anni.
Ci penso molto.
E’ un vero traguardo, e anche un nuovo punto di partenza.
E’ una linea divisoria.
E’ un ponte tra il prima che ho vissuto e il dopo che vivrò.
Da cui vedo la strada che ho fatto, senza riuscire a vedere dove porterà la strada che inizia da là.
E’ un rigo sul foglio dove sopra stanno gli addendi e sotto la loro somma, e questa non può (non dovrebbe) essere un numero negativo, anche se il rischio grande c’è.
Ed è questo che mi angoscia.
Ma è anche una nuova occasione, perché se anche fino a quel giorno dovessi scoprire di aver proprio vissuto male ed in modo sbagliato, potrei ricominciare da capo e dar vita ad una mia nuova vita.
E siccome io temo questo, di aver perso troppi treni, compiuto scelte sbagliate ed intrapreso strade che non portavano da nessuna parte ho bisogno fortissimamente di pensare che questo possa essere/sarà l’Anno della Rinascita, della Seconda Vita, del Riscatto.
Ho una grande ansia per il futuro perché mi spaventa quello che vedo e che sento.
Ma sono nel tempo della Verità, quella detta soprattutto a me stessa.
Quindi guardare che c’è tanto male ma vedere anche che una discreta quantità di bene è ancora possibile.
Non so se definirmi una depressa con speranza o un’ottimista disperata.
Vale tutto, in questo momento.
E’ che ho aperto le porte, sto abbattendo dei confini, o meglio, li sposto verso l’esterno.
Tutto (o quasi) purchè non mi senta il papiro che sotto il sole, o la pioggia, continua a starsene dritto con le radici ammollo e le foglie stecchite.
!
- 1 pacco di savoiardi;
- 4 uova;
- 6 cucchiai di zucchero semolato:
- 250 gr. di mascarpone;
- caffè espresso (io metto su la caffettiera grande, tipo 6/8 tazze);
- acqua minerale naturale;
- rhum;
- cacao amaro in polvere;
- 1 cucchiaino di caffè in polvere.
.
.
Preparo il caffè, lo verso un recipiente (possibilmente rettangolare e con le sponde alte), lo allungo con acqua minerale naturale, aggiungo 2 cucchiai di zucchero e aromatizzo con il rhum. Prendo i savoiardi che velocemente inzuppo nel caffè e che sistemo sul fondo della pirofila. Metto da parte.
A parte monto a neve i 4 albumi. Metto da parte.
.
.
Metto una pentola sul fuoco con dell'acqua e appena inizia a bollire appoggio su di essa il recipiente nel quale avrò posto i rossi d'uovo, i restanti 4 cucchiai di zucchero, il cucchiaino di caffè in polvere ed una (mini) spruzzata di rhum. Monto per bene questa crema che diventerà soffice e spumosa grazie al trucchetto del recipiente sulla pentola con l'acqua che bolle... provare per credere!
Se resisterete a mangiarla così come appare al momento, e nonostante il profumo che emana, aggiungete quindi il mascarpone.
Versate il composto così ottenuto sul primo strato di biscotti inzuppati e disposti nella pirofila.
Spolverate con il cacao in polvere (meglio se aiutati da un piccolo setaccio).
Mettete in frigo per un paio di ore prima di servire.
.
UPDATE: l'altra sera ho assaggiato una versione con i biscotti bagnati nel liquore al caffè... buonissima: sperimenterò presto!






Nessun commento:
Posta un commento
Benvenuti!