giovedì 7 ottobre 2010

DEI "RIEMPIMENTI"...


Oggi è la festività della Beata Vergine Maria del Rosario.Come sono strani, talvolta, gli eventi della vita: anni fa chiesi alla mia carissima amica Piera la Grande come si recitava un Rosario, (anche quello era un periodo di grandi cambiamenti e malesseri!) perché io non ne avevo assolutamente idea, ma ne sentivo il bisogno, e l’unica cosa che sapevo è che si trattava di ripetere per 5 volte 10 Ave Maria, e che ogni decina era separata da un Padre Nostro.
Lei, che in seguito è stata anche la mia madrina di Cresima, oltre che maestra di vita in tante e tante cose, mi regalò allora un opuscoletto, che si chiama il Nuovo Rosario (secondo le indicazioni di Papa Paolo Giovanni II, per l’anno ad esso proclamato, allegato a Famiglia Cristiana nel periodo ottobre 2002 – 2003).

Ogni tanto provai dunque a pregare per come là indicato, tentando di capire cosa significassero i misteri e la loro meditazione.
Però più leggevo, meno capivo e più invece mi allontanavo da esso, che il muro dell’ignoranza (mia!) riesce tante volte a diventare insormontabile.
E così quelle 4 volte 4 che mi veniva di recitarlo lo facevo alla mia vecchia maniera (5 decine di Ave Maria inframmezzate da 5 Padre Nostro).
E tanti saluti a tutti.

Non ho mai capito perché Piera non mi spiegò qualcosa di più in proposito, come in genere era solita fare.
Se questo suo silenzio fosse voluto o casuale.
Se era perché io, da sola e con un mio personalissimo percorso, dovevo arrivare alle mie conclusioni.
O se aveva dato per scontato che io invece avessi un’infarinatura più consistente in materia.

Poi, il giorno di Primavera del 2009, mi sono ritrovata un sabato pomeriggio ad una riunione organizzata, presso l’abitazione di una mia conoscente, dal gruppo di preghiera del Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa, che di sabato in sabato va nelle case dei fedeli che lo richiedono con una statua della Madonna di Fatima.
Dopo le varie presentazioni, saluti, spiegazioni, letture, visione del dvd con la storia di Fatima, distribuzione di opuscoli e Medagliette Miracolose, mi sono trovata fra le mani il Rosario della Madonna di Fatima: così ci siamo messe tutte in circolo davanti al tavolo su cui era stata posizionata la statua e abbiamo iniziato a recitarlo.
C’erano anche dei bambini, e di uno mi commosse la richiesta che formulò durante le intenzioni.
.
Quello è stato il primo Rosario della mia vita detto con tutto il cuore.
E la sensazione meravigliosa (e duratura!) che ho provato fu tale che in seguito chiesi spesso a Collega Linocchia (venni invitata grazie a lei) quando sarebbe stato possibile riprovare quell’esperienza.

A questi incontri non ho più avuto modo di partecipare.
Ma sono sicura che mi portò subito delle cose molto belle, come ad esempio l’entrata di qualcuno di speciale nella mia vita, quasi fosse stato un dono per me.
(Io la vedo così).
.
Poi non sono stata più capace, da sola, di provare/ricreare quella sensazione.
Di metterci così intensamente il cuore.

Finchè…
Finchè è successo tutto il disastro delle settimane scorse.
E l’unica corda a cui aggrapparmi è stata appunto la “dolce catena che lega a Dio”.
E allora, leggendo i misteri, meditando su di essi, pregando e chiedendo, da sola ho sentito.
E capito.
Attraverso gli occhi Maria arrivare a comprendere pienamente la figura di Gesù.
E attraverso il Figlio scoprire il progetto d'amore del Padre.
Non è facile coglierne bene il senso.
Ma non è per niente impossibile.

Il libretto di Piera l’ho sgualcito tutto, a furia di leggere e rileggere.
Ed ogni volta mi sembra di cogliere qualcosa di nuovo ed unico.
Ed ogni giorno, pian piano, sento la necessità di ripetere queste preghiere, che prima ogni tanto mi annoiavano, che ripetevo per lo più meccanicamente e durante le quali era facilissimo distrarmi.
E all’inizio ho detto: “ogni tanto lo dirò, magari una volta a settimana”.
Poi dopo qualche giorno ho detto: “faccio un fioretto e lo dico per tutto il mese di Ottobre”.
Oggi mi viene da dire: “Tutti i giorni, fino alla fine!”.
Prima ero convinta che mi sarebbe servito per ottenere in cambio dei benefici.
Ora capisco che probabilmente mi basta il modo in cui mi fa sentire, semplicemente.
E comunque mi rendo conto di quanto tutto ciò mi stia cambiando nei miei aspetti più ostici... sicuramente in meglio.

Quindi il mio augurio per l'occasione, e forse anche un invito, è che tutti possano provare quest’esperienza.
Perché una volta che si sperimenta ciò che io ho provato, probabilmente sarà difficile privarsene.

4 commenti:

  1. Ci sono dei periodi della nostra vita ,quando ci sentiamo molto vicini a Dio e riusciamo a pregare con l"anima e a sentire un un senso di pace e serenità che la preghiera ci da.Poi possibilmente passato il momento,anche se siamo credenti,le distrazioni della vita ci allontanano dalla preghiera costante.Io lo so perchè mi succede ,sicuramente non sarò una buona cristiana,ma non sono riuscita più a pregare con l"intensità come ho fatto in un momento tragico della mia vita.Certo la preghiera non deve essere solo x i momenti di sofferenza e se recitassimo il rosario ogni giorno perchè ne sentiamo il bisogno,penso ci porterebbe a stare meglio almeno con noi stessi!

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  2. @Papavero: E' vero che la preghiera non ha sempre la stessa intensità, e che è difficile essere assidui, ma non credo che questo determini l'essere buoni o cativi cristiani perchè credo che Dio guardi anche altre cose.
    Che la Croce, cioè le sofferenze, porti a Dio è innegabile, credo sia molto "umano" il fatto di cercare aiuto soprattutto nel momento del bisogno.
    Una mia amica diceva spesso, in proposito, che è normale che il "malato" cerchi "l'ospedale" per guarire...
    Dal mio canto posso dirti invece che secondo me prego meglio e con intensità maggiore proprio mentre ero felice.
    Mi convinco sempre più infatti che un animo felice sia più produttivo di quello provato dal dolore che in genere prega per ottenere un qualcosa, mentre nel primo caso, si è innegabilmente più generosi e meno interessati.
    Un abbraccio...

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  3. ciao Mela..condivido tutto quanto da te
    scritto...non bisogna pregare quando se ne ha
    bisogno ma sempre.....
    io quando recito il rosario mi sento bene
    con me stessa e con gli altri!!
    tanti bacini a te
    Enza

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  4. @Enza: già, sempre, perchè la preghiera non è solo un dono che ci è stato fatto, ma è un bene che bisogna condividere e donare a nostra volta... anche quando sembra inutile: certe volte basta sforzarsi con ostinazione, la stessa con cui spesso ci accaniamo nei piccoli capricci quotidiani, e poi improvvisamente qualcosa cambia e tutto appare più chiaro...
    ;)

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