giovedì 7 ottobre 2010

IL "PERIODO VUOTO"

Ieri me sono tornata per un giorno al paesello, che sto provando a mettere su un progetto con uno dei miei cugini…
(NB: veramente è al contrario: è lui che sta coinvolgendo me in una delle sue mille iniziative!)

Ci siamo incontrati nella bella villetta che i miei zii hanno fuori città, sulle montagne che circondano Noto.
Un luogo in cui regna il silenzio e l’odore pungente dei campi umidi.
Dove i falchetti restano sospesi, fermi in aria pur battendo le ali, mentre puntano piccole prede tra i rovi.
Con il suono delle campane dell’eremo che il vento porta con sé…
Con le more selvatiche che sbucano dai bianchi muretti in pietra e le mucche che passeggiano pigre tra le mulattiere e la stradella che sale fino a questa graziosa casetta, le cui terrazze del giardino e dell’orto degradano piano nella vallata sottostante, regalando una vista mozzafiato il cui respiro calma l’anima.
Ed io ho tanto bisogno di calmare la mia anima, talvolta ancora confusa ed instabile.

Così, fra una cosa e l’altra, mi ritrovo in giardino che è tempo di potature varie ed anche il cugino Hugh (si, proprio come Hugh Grant… e si, proprio per una sua spiccata somiglianza nonostante egli sia un siciliano doc, ma di quelli in cui si tramandano i geni della dominazione normanno-sveva…!) scarica tensioni e stress imbracciando il decespugliatore e decimando i rami delle siepi, mentre infila un discorso dietro l’altro.
Dietro la siepe più lunga c’è un albero molto grande, che sale dalla terrazza sottostante.

Ha delle foglie bellissime da cui filtrano timidi raggi di sole, in questa giornata pesante il cui tasso di umidità si aggira intorno all’85%... sui rami ci sono strani frutti tondeggianti, verdi, carnosi e con delle profonde spaccature.
- “Ma che frutti sono?”
- “Quelle sono noci!”
- “Noci???”

Allora, che certe volte io do il peggio di me, in termini di ignoranza spiccia, è innegabile.
Ma tanto bestia non mi ero mai sentita!
Così, davanti il mio sguardo incredulo, il cugino Hugh prende uno di questi “ovetti verdi”, lo schiaccia con le mani e viene fuori proprio una noce.
Al 100% noce.
Noce siciliana doc.
Del territorio di Noto.
Amore a prima vista!
Allora ho iniziato a raccogliere tutte quelle a portata di mano, le ho aperte e le messe sul muretto ad asciugare.
Ignara del fatto che li a poco le mie dita sarebbero diventate indelebilmente maculate.

Poi me ne sono andata in giro, accompagnata dall’urlo della sega elettrica e dal dolce scampanìo della chiesetta di San Corrado e ho raccolto un bel mazzo di lavanda, di rosmarino, di basilico.
E odorato le rose di mia zia, che continuano a fiorire nonostante l’autunno.
(Ma in effetti anche Ottobre, come Maggio, è un mese dedicato alla Madonna, no?)

E ho guardato con avidità il panorama.
Cercando di scacciare il magone, che proprio certi giorni è difficile, nonostante la grande voglia di andare avanti.
,
Ho deciso di chiamare questo periodo il mio Periodo Vuoto.
Così come quel tal pittore ha avuto il suo periodo post-futurista o quel letterato il suo periodo Pessimista o Romantico o Verista, io adesso ho il mio bel Periodo Vuoto.
Vuoto per ciò che (e per chi!) mi manca.
Credendo fortemente nel fatto che l’apparente nota pessimistica altro non sia invece che il preludio di qualcosa che presto verrà riempito, e con le cose migliori.

E con le noci?
Ho un mente un paio di ricette prettamente autunnali… il tempo di farle asciugare ancora un po’ sul balcone.

2 commenti:

  1. Vorrei venire lì da te, appena posso, vorrei davvero perdermi in questo paesaggio, sedermi a gustare una tazza di tè con la mia amica e guardare l'orizzonte migliore che la nostra bella terra riesce ad offrirci! Lo vedi anche tu lo squarcio di sereno tra le nubi cariche? Verrò.... per un giorno avrai una bella giornata "piena"!
    baci

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  2. Si, lo so che ci incontreremo presto....
    Baci

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Benvenuti!

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