sabato 10 maggio 2014

DOLCE SABATO POMERIGGIO

La mia storia personale riguardo questi amabili dolcetti è che, una delle nostre tante volte in Olanda, i miei zii ce li presentarono in tavola e noi bambine ci esaltammo alla loro vista e al piacevolissimo gusto, Quindi, prima di ritornarcene a casa, in Italia, Mia Mamma si premurò di acquistare le famose piastre, al tempo irreperibili da noi (ancora non esisteva internet e la possibilità dello shopping on-line!).

La storia vera di queste belle cialde, morbide e croccanti, invece racconta di tante nomi e tante varianti, ognuna più interessante dell'altra e basta fare un giretto in rete per scoprire che erano già conosciute addirittura nell’Antica Grecia, con il nome di "obelías". Nel Medioevo una preparazione simile si trova sotto il nome di “gaufre”, un termine del francese antico che indica l'aspetto a nido d'ape; nel XV-XVII secolo il termine "wafel" era in uso in Olanda e "waffel" in Germania, secondo quanto riportano addirittura i Fratelli Grimm. In America diventano "waffle", dove furono importati dai Padri Pellegrini dopo aver sostato a lungo in Olanda prima di imbarcarsi per il Nuovo Continente. In Italia una variante, di consistenza più secca, è rappresentata dai "wafer", ma non mancano tante varietà regionali che si rifanno alle cialde nordeuropee (i "gofri" piemontesi o le "ferratelle" abruzzesi, ad esempio).

I WAFEL (nella versione olandese!)

Ingredienti, per circa 10 cialde:
- 250 gr. di farina 00;
- 3 uova intere;
- 15 gr. di lievito;
- 300 ml. di latte intero fresco;
- 100 gr. di burro;
- 1 cucchiaio di zucchero semolato;
- 1 presa di sale;

per accompagnare:
- gelato alla vaniglia;
- panna fresca montata;
- salsa di fragole;
- salsa di cioccolato;
- zucchero a velo.
Intiepidire un poco il latte e sciogliervi dentro il lievito. Aggiungere il cucchiaio di zucchero e far riposare 5 minuti: appena si sarà gonfiato versare a filo in una ciotola in cui sarà stata setacciata la farina. Aggiungere una per volta le uova intere ed, infine, il burro sciolto e la presa di sale.
Coprire con un canovaccio e mettere a lievitare, per almeno un'ora, in un luogo tiepido.
Nel frattempo è possibile approfittare dei tempi di lievitazione della pastella per preparare, ad esempio, una salsa di fragole: lavare una vaschetta piccola di fragole, tagliare a cubetti e mettere in pentola con un paio di cucchiai di zucchero, mescolando di continuo con una forchetta alla cui estremità verrà infilzata la parte finale di un limone, a fuoco dolcissimo.
Dopo circa 5 minuti aggiungere un cucchiaino di maizena sciolta in pochissima acqua, lasciar addensare per un minuto ancora e, dopo aver spento, frullare con il minipimer.
A questo punto far scaldare bene i ferri, ungerli leggermente con un filo di olio di semi e versare un mestolo di pastella su ogni riquadro. 
Cuocere un paio di minuti per lato.
Possono essere consumati semplicemente con una bella spolverata di zucchero a velo (la versione preferita di Bambinetta)...
... o con una nuvoletta di panna e la salsa di fragole....
... o una pallina di gelato alla vaniglia e salsa di cioccolato calda.

In ogni caso, ed in qualsiasi altro modo, sono veramente golose!!

4 commenti:

  1. Mi piacciono da matti ma mi devo decidere a prendere i ferri :)
    Un abbraccio!

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    Risposte
    1. Pensa che i miei sono rimasti un sacco di tempo inutilizzati... chissà perché, per fortuna mi è ritornata voglia di mangiarli che, credo, mi accompagnerà per un bel po'!
      Un abbraccio anche a te!

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  2. Anch'io ho molti ricordi legati a questi dolcetti! Te ne ruberei volentieri una! :)

    RispondiElimina

Benvenuti!

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