... m'è venuto in mente questo sogno, che ho fatto più di anno fa.
Sarà perchè è stato nel momento in cui sono riuscita a mettere le cose per come volevo, e anche ora vorrei.
Sarà perchè l'altro giorno, che sono andata a mangiare dai miei zii (che abitano sopra l'appartamento che era dei miei nonni), guardando i balconi dalla strada, me ne sono ricordata.
Sarà per l'intensità delle emozioni che provai quella notte, così decise e dettagliate che ancora riesco a percepirle...
Sarà perchè invece di quelle belle sensazioni, la maggior parte di quelli che faccio in quest'ultimo periodo, tranne uno, sono tutti angoscianti e stressanti.
Perchè i sogni sono desideri, e paure.
Ed adesso ho desideri che non posso raggiungere e paure che invece diventano realtà.
Ecchecavolo....






[commento lungo, spezzato in due parti: questa è la prima]
RispondiEliminaAh, il sogno. La più profonda e sconosciuta valvola di sfogo per la psiche umana. I ricordi, la mente, i giochi, i pasti, il proprio stato d'animo, tutto quanto influisce nel generare i sogni che ci fanno compagnia durante il sonno. Il sogno è il modo che ha il nostro cervello di giocare con noi, invitandoci a superare scogli e paure che probabilmente non affronteremmo mai a mente lucida.
Io sono un grande sognatore, e ormai questo è risaputo: lascio che la mia mente vaghi raminga per tutta la notte, ma soprattutto lascio che non mi guidino nella mia vita, relegandoli alla stregua di un buon film che ho visto durante la notte. Sognare può essere bellissimo, ma può anche donare sensazioni terrificanti, può essere il sintomo di una giornata tremenda e rovinare anche il momento del relax con cui si vorrebbe tirare giù tutta la tensione accumulata.
Guarda, mi hai dato un bello spunto di discussione: in questi giorni mi sa che affronterò l'argomento sul mio blog, ma per ora lascia che ti dia un consiglio, frutto di qualche anno di esperienza nel campo del "sogno lucido".
Imparare a non lasciarsi sopraffare dai sogni è un percorso difficile e irto di difficoltà, ma è anche uno strumento che, se pur non ci consente di superare le difficoltà, almeno ci permette di relegarle alla nostra vita "da svegli", permettendoci di ritagliare un piccolo spazio, nella notte, per rilassarci e lasciare che lo stress non ci opprima per 24 ore.
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RispondiEliminaMi piace molto la descrizione dei sogni che ha fatto Grizzly e col quale mi trovo perfettamente d'accordo. Sono necessari e necessario è anche sognare "ad occhi aperti". Immaginarsi situazioni che ti rendono serena e non è detto che questi desideri non possano avverarsi!Te l'auguro con tutto il cuore!
RispondiEliminaSi, ma che fine ha fatto la seconda parte del commento? Oh, la la... vediamo se la ripesco )-:
RispondiEliminaGrazie Mel per averlo rinviato. Non so perché, non riesco a pubblicarlo. Lo spezzo ancora... vediamo
RispondiElimina[commento lungo, spezzato in TRE parti (non più due): questa è la seconda]
RispondiEliminaConsentimi di insegnarti un piccolo gioco, che ti consiglio di praticare ogni sera, e che aiuta tantissimo. (-:
Sono due cose da fare: la prima è quella di trovare il tuo personale acchiappasogni. Può essere qualsiasi cosa: un peluche, un bracciale... moltissimi che conosco utilizzano semplicemente una copia del Vangelo. Un oggetto regalato di solito ha una forza superiore, perché ricorda anche la persona che lo ha regalato e dona sensazioni positive averlo sott'occhio. Tieni l'acchiappasogni a portata di letto (ad esempio sul comodino) e soprattutto dai a quell'oggetto un po' di fiducia come arma per tenere lontani gli incubi.
Credimi, funziona. (-:
Quando arriva il momento, quando "spegni la luce", rilassati, fai un respiro profondo, e poi focalizza la tua mente su tre cose: un luogo, un momento e una situazione.
Il luogo non deve essere un luogo ben preciso, dovrebbe invece essere un'idea generica del luogo, e non devi sforzarti di "vedere" quel luogo in tutte le sue sfaccettature e i suoi angoli, quello che ti serve è solo l'idea generica. Ad esempio "una spiaggia": devi pensare all'idea di una spiaggia, la sabbia, gli scogli, le onde; non necessariamente a quei due metri quadri di Lido Arenella con gli ombrelloni tutti uguali e i lettini blu.
Il momento è una parte del giorno o della notte che in quella particolare situazione e in quel particolare luogo ti faccia sentire a tuo agio: per restare sull'esempio della spiaggia, ad esempio "una domenica mattina d'estate". E di nuovo, è il concetto della domenica mattina calda ma non caliginosa, il venticello leggero che ti sferza senza tagliarti la faccia o infarinarti di sabbia, le onde che si infrangono etc., non il giorno X.
La situazione è quell'ambito in cui ti senti in pace con te stessa e sufficientemente rilassata, senza grossi pensieri, esempio: "giornata con gli amici di sempre". Se la situazione coinvolge delle persone, non pensare direttamente alle persone coinvolte, ma piuttosto alla situazione in sé, come se guardassi un film attraverso un filmato fuori fuoco.
[commento lungo, spezzato in TRE parti (non più due): questa è la terza]
RispondiEliminaIl pensiero di questi tre elementi deve essere rilassato, non forzato, e dovrebbe durare qualche minuto. Poi lascia che la mente continui a percorrere questa situazione, ma non forzarti ad essere tu a continuare su quell'argomento, lascia che tutto scorra, come acqua: potresti partire dal pensare a una spiaggia ma poi trovarti a pensare a qualche paesino di montagna, non ti preoccupare.
Lascia che i pensieri vaghino da soli: le prime volte non servirà a molto (o non ci riuscirai proprio), ma non crucciarti: l'esercizio farà sì che il tuo intelletto provi a continuare in quella situazione, e quando giungerà la fase REM, comunque sarai già inconsciamente impegnata a cercare di gestire una "storia" che coinvolge il luogo, il momento e la situazione che ti sei posta come obiettivi plausibili, e di questo ne risentiranno anche i tuoi sogni. Soprattutto quello che conta è cercare di trovare le situazioni positive, e addormentarsi con quelle sensazioni nel cuore, anziché lasciare che lo stress continui a riempirci l'intelletto.
Infine ricorda sempre: è solo un sogno, non potrà farti del male. Quando vedi una situazione che ti preoccupa, ti inquieta, è facile capire se stai sognando: già il solo fatto di chiedersi se quello che vivi è un sogno è un sintomo, ma poi prova alcuni gesti (io controllo la catenina, gli anelli e l'orologio), come ad esempio saltare: di solito la gravità funziona male nei sogni. (-: E quando ti rendi conto che è un sogno, usa la forza. Non pensare che forse se vuoi allontanare quel mostro riuscirai a farlo, limitati a ordinargli perentoriamente di sparire. Il resto viene da solo: fidati. Quasi otto anni che pratico questo esercizio, ed ho imparato a tenere sotto controllo lo stress notturno. (-: